Fermato e arrestato spacciatore domiciliato a Marcelli

L’udienza, rinviata a febbraio 2017, lo rimette in libertà

Numana. I carabinieri della stazione locale, a seguito di attività investigativa, controllo e pedinamenti mirati alla prevenzione e repressione del traffico di sostanze stupefacenti, hanno arrestato il pluripregiudicato Haziz Pira.

Haziz Pira
Haziz Pira

Nato in Albania, classe 1996, e residente a Castelfidardo ma domiciliato a Numana nella frazione di Marcelli, Pira risulta essere celibe, nullafacente, cittadino italiano, pregiudicato per reati specifici nonché per furto e possesso illegale di armi.

È stato tratto in arresto per il reato di detenzione illegale di stupefacenti ai fini di spaccio.

I fatti. Poco dopo le 13 di domenica, lungo via Litoranea, i carabinieri di Numana fermavano per un controllo una Suzuki wagon grigia. A bordo, Haziz Pira alla guida e una donna 19enne, identificata poi in T.A.L., nata in Romania nel 1977, residente a Rocca di Papa ((Rm); nubile, disoccupata, incensurata.

Veicolo e fermati venivano perquisiti sul posto. Nella borsetta della ragazza i militari rinvenivano un involucro contenente circa un grammo di cocaina.

Una seconda perquisizione veniva allora effettuata presso il domicilio dell’albanese a Marcelli. Nel corso della quale, occultati sotto la lavatrice, venivano trovati altri 11 grammi di stupefacente, sempre cocaina come quella trovata nella borsetta della ragazza: oltre a 2 bilancini elettronici di precisione e ritagli di cellophane idonei alla confezione di dosi, trovati sul tavolo della cucina.

Le successive indagini diranno che l’abitazione dell’arrestato era diventata il centro dello spaccio locale di Marcelli, punto di riferimento di una consistente clientela di tossicodipendenti.

Tutta la mece rinvenuta veniva sequestrata, mentre la giovane, non avendo precedenti, veniva segnalata agli uffici u.t.g. di Roma per detenzione illegale e uso personale di sostanze stupefacenti.

Nella tarda mattinata di ieri, nel corso dell’udienza tenutasi per direttissima presso il Tribunale di Ancona, veniva convalidato l’arresto di Haziz Pira e, su richiesta del legale dell’arrestato, l’udienza veniva rinviata al prossimo 7 febbraio 2017. Un provvedimento che, di fatto, rimetteva in libertà lo spacciatore.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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