Due reati distinti: furto di televisore e minaccia di morte a cane e proprietario

Nel primo caso il ladro ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Nel secondo, un uomo a passeggio con l’animale minacciato con una finta pistola ma con proiettile vero

Numana, 5 giugno 2018 – I carabinieri della locale stazione hanno portato a termine due indagini distinte.

Furto aggravato

È stato denunciato in stato di libertà, per il reato di furto aggravato, un uomo identificato per A. A., nato ad Ancona nel 1983, residente a Numana, convivente, nullafacente, pluripregiudicato. A suo carico, raccolti gravi ed inconfutabili indizi di reità in ordine al furto di un televisore del valore di circa € 400,00, perpetrato ai danni dell’Hotel Alessandra.

Alle quattro del mattino del 19 maggio scorso, A. A. è stato ripreso dalle telecamere di video sorveglianza del’Hotel mentre si introduceva furtivamente all’interno della hall e, approfittando della momentanea assenza del personale, asportava il televisore presente nel locale per poi dileguarsi.

Incastrato dalle immagini, oltre alla denuncia penale per lui è scattata la proposta dell’avviso orale.

Un posto di controllo dei carabinieri di Numana

Minaccia di morte

Un anziano pensionato 72enne residente a Numana, identificato per S. M., nato a Roma nel 1946, vedovo e incensurato, è stato denunciato a piede libero per minaccia aggravata e detenzione abusiva di munizioni.

Costui, la sera del 30 maggio scorso, spaventato dall’abbaiare del cane portato al guinzaglio da un 57enne numanese, ha estratto una pistola dalla cintola dei pantaloni e ha minacciato di sparare all’animale e al proprietario.

I Carabinieri, intervenuti a seguito della richiesta del 57enne ancora incredulo e shoccato dalla minaccia di morte appena ricevuta, sono riusciti ad individuare l’autore del gesto sconsiderato, intercettandolo mentre stava rincasando.

La successiva perquisizione personale ha permesso ai militari di rinvenire la pistola in questione, che è risultata essere finta e con il tappo rosso mancante, ma nel cui caricatore era presente una vera cartuccia cal. 9 mm.

Da qui la denuncia in stato di libertà a carico di S. M.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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