Deteneva in casa un vero e proprio bazar della droga

L’udienza rinviata al 30 maggio

NumanaNella notte i militari locali, in collaborazione con quelli della stazione di Agugliano e dell’unità cinofila del Comando Gruppo della Guardia di finanza di Ancona, nel corso di un servizio finalizzato alla repressione del traffico di stupefacenti, hanno tratto in arresto per il reato di: “detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio” il pluripregiudicato Fausto Capati nato ad Ancona nel 1953, residente ad Agugliano, celibe, nullafacente, tossicodipendente con precedenti specifici.

La droga e gli allucinogeni sequestrati al Capati dai carabinieri di Numana

Costui, a seguito di perquisizione domiciliare, veniva trovato in possesso di un bazar della droga consistente in 1,8 grammi di hashish, 2,5 grammi di marijuana, 5 di funghi allucinogeni, 160 grammi di altre piante allucinogene tipo “Ayahuasca, Stramonio e Erba del Diavolo” e 100 semi di piante stupefacenti, pronti per lo spaccio e smercio sia locale sia in Riviera del Conero.

Fausto Capati

Inoltre, bilancini per pesare le droghe e materiale vario per il loro confezionamento. Lo stupefacente e il materiale, assunti in carico e debitamente custoditi, sono in attesa di essere versati presso l’Ufficio Corpi di Reato.

Di quanto accertato e operato è stata data comunicazione al sostituto procuratore dott. Daniele Paci della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, che ha disposto nell’immediato per l’arrestato la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del rito direttissimo fissato per la mattinata odierna presso il Tribunale di Ancona.

Alle 13.30 di oggi, nel corso dell’udienza è stato convalidato l’arresto e su richiesta del legale difensore la stessa è stata rinviata al prossimo 30 maggio 2017, con obbligo per il Capati di presentazione e firma nel luogo di residenza presso la stazione Carabinieri di Agugliano.

 

redazionale 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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