Cordiale incontro fra Tombolini e Silvetti dell’Ente Parco del Conero

Sindaco e Presidente facente funzioni hanno toccato vari temi mettendo al centro burocrazia e regolamento interno del Parco

Numana, 25 febbraio 2021 – Il sindaco Gianluigi Tombolini ha incontrato il presidente facente funzioni dell’Ente Parco del Conero Daniele Silvetti, alla presenza di Mario Paolucci, delegato comunale nel Consiglio direttivo del parco.

«Turismo, cultura ambientale e urbanistica sono stati i temi principali su cui ci siamo confrontati – ha riassunto Tombolini – ma in primis abbiamo concordato che sia necessario intervenire per agevolare i processi di semplificazione burocratica e di armonizzazione del regolamento interno del Parco».

Sirolo – da sx: Mario Paolucci, Gianluigi Tombolini, Daniele Silvetti

L’incontro è servito a sottolineare e riconoscere il valore aggiunto del parco naturale come asset fondamentale per il turismo, e per la valorizzazione del capitale ambientale locale. «L’Ente Parco – ha ribadito il primo cittadino numanese – deve assumere il ruolo centrale di soggetto promotore e divulgatore della cultura e dell’educazione ambientale nelle scuole, nelle università e nella comunità, con l’obiettivo di formare cittadini capaci di pensare e agire in modi più sostenibili».

Un progetto che deve tenere conto, sviluppandolo, del concetto di decoro urbano, partendo dal miglioramento della qualità dei servizi offerti in tema di viabilità e di parcheggi, per una fruizione ottimale del territorio nel rispetto dell’ambiente e della salute delle persone.

Fra i vari temi , Tombolini e Silvetti hanno affrontato anche la questione che riguarda il proliferare dei cinghiali. Un problema sempre più sentito per i danni prodotti da questi animali negli ultimi anni, e che sta assumendo proporzioni preoccupanti.

Concluso l’incontro, il sindaco Tombolini ha formulato all’avvocato Silvetti i migliori auguri per l’importante incarico che si appresta a ricoprire, auspicando che questa prossima fase sia contraddistinta dalla massima apertura e condivisione d’intenti fra i cittadini e il Parco del Conero.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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