Argomenti per categorie

Numana – Due casi di annunci truffa per Case-vacanza

Denunciate due donne emiliane e un torinese

Numana: Nell’arco della giornata di ieri, i carabinieri locali hanno portato a compimento due indagini distinte riguardanti il fenomeno degli “annunci truffa delle Case-Vacanza”.

1° caso – due donne emiliane

In mattinata, a conclusione degli accertamenti di P.G. esperiti in relazione alla denuncia per una truffa subita da un 57enne di Udine, sporta lo scorso mese di agosto presso gli uffici dell’Arma di Numana, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica 2 donne di Reggio Emilia, identificate per C.F., nata a Giffoni Valle Piana (SA), classe 1968, pregiudicata; e M.G., nata a Reggio Emilia, classe 1965, incensurata.

Entrambe, sono state ritenute responsabili rispettivamente di “truffa”, la prima, in quanto la C.F. nei mesi tra giugno e agosto, utilizzando un annuncio su noti siti internet, truffava più persone facendosi accreditare su due carte post-pay a lei in uso, somme di caparre per l’affitto di abitazioni estive in Numana, di fatto inesistenti, incassando per ogni singolo truffato circa 400 euro.

Per  “favoreggiamento”, la seconda,  in quanto dagli accertamenti eseguiti M.G., in cambio di un corrispettivo in denaro pari a  100 euro mensili, aveva attivato a suo nome le carte prepagate, cedendole alla prima per commettere le truffe.

2° caso – Il torinese

Nel pomeriggio gli stessi militari, concluse le indagini riguardanti 4 denunce per il reato di “truffa” subita da altrettanti turisti e sporte lo scorso mese di agosto, hanno deferito in stato di libertà alla Procura per il reato di “truffa aggravata e continuata” il pluripregiudicato S.M.D., nato nel 1975 e residente a Torino, celibe, nullafacente.

Dalle indagini eseguite costui, principalmente in agosto, aveva pubblicato su vari siti internet, annunci “trappola” per affitti di appartamenti ubicati in Numana e Sirolo dei quali non aveva la disponibilità.

Successivamente, si era fatto accreditare dai malcapitati le caparre su codici IBAN corrispondenti a carte di credito intestate ad ignare terze persone incassando, per ogni singolo truffato, circa 350 euro cagionando un danno complessivo di 1.400 euro.

 

redazionale

Tags: