Vino: nella 5star wines di Vinitaly tutta la qualità delle Marche

Esaminate 2.153 etichette provenienti da tutto il mondo

Jesi – Sono 18 le etichette marchigiane nella 5Star Wines The Book 2017, la guida presentata da Vinitaly che riunisce i 441 migliori vini con un punteggio di almeno 90/100 selezionati da una commissione internazionale di Master of Wine, Master of Sommelier, Sommelier e esperti giornalisti.

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Complessivamente si posizionano tra i “vini a 5 stelle” 9 etichette di Verdicchio, ma anche due di Colli Maceratesi, due di Offida, una di Conero Riserva, di Bianchello del Metauro, di Lacrima di Morro d’Alba, di Rosso Piceno e di Marche Igt.

Per il direttore dell’Istituto marchigiano tutela Vini, Alberto Mazzoni: «Le Marche continuano a crescere in qualità e Vinitaly, anche con la 5Star Wines, ne è testimone. Sulla scia del Verdicchio anche altre denominazioni come il Bianchello stanno crescendo molto, espressione di un’intera produzione regionale che fa dell’eccellenza e dell’identità il suo tratto distintivo».

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Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto marchigiano tutela vini

Con 92 punti si aggiudica il primato marchigiano il Conero Docg Riserva “Nerone” 2012 di Terre Cortesi Moncaro, seguito a un punto di distanza dal Bianchello del Metauro Doc superiore “Celso” 2016 e Marche Igt Bianco “Guerriero Bianco” 2015 dell’azienda agraria Guerrieri Luca; dal Rosso Piceno Doc bio “Rosso di Forca” 2015 di Centanni Giacomo e da quattro etichette di Verdicchio dei Castelli di Jesi doc nelle versioni passito “Ikón” 2013 di Togni, che posiziona a 91/100 anche il Riserva Docg classico “Crisio” 2013 e il Doc classico superiore “Grancasale” 2014, e del Riserva Docg classico “Dino” 2014 di Filodivino.

Colli Maceratesi doc Ribona 2016 di Santa Cassella e “Le Grane” 2015 dell’azienda agricola Boccadigabbia sono i primi marchigiani sulla soglia dei 90 punti, seguiti dalla Lacrima di Morro d’Alba Doc 2016 di Pellegrini, l’Offida Docg Pecorino Vino Biologico 2015 di Centanni e l’Offida Docg Rosso “Leo Ripanus . Pharus” 2011 della Cantina dei Colli Ripani.

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A quota 90/100 il Verdicchio dei Castelli di Jesi (Doc Classico Superiore) posiziona altre cinque etichette – per un totale di nove nella guida – “Il Priore Frati Bianchi” 2015 di Sparapani, “Pallio di San Floriano” 2016 di Monte Schiavo – Tenute Pieralisi, “Passione” 2015 dell’azienda agricola Pilandro, “Verde Ca’ Ruptae” 2016 di Terre Cortesi Moncaro e il “Via Condotto” 2016 di Tenuta Musone.

La giuria dei 5Star Wines The Book 2017, presieduta dal direttore scientifico della Vinitaly International Academy, Ian D’Agata, ha esaminato 2.153 vini da Italia, Francia, Sudafrica, Ungheria, Slovenia, Croazia, Messico, Romania, Ucraina, Hong Kong, Turchia, Canada e Cina.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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