Ventisettenne anconetano coltivava marijuana in casa

Alla vista dei poliziotti ha tentato di dar fuoco ai germogli appena raccolti. In un sacco, trovati sette etti di stupefacente

Ancona, 26 maggio – Continua incessante l’attività di contrasto allo spaccio di sostanza stupefacente da parte della Polizia di Stato nella provincia. Gli investigatori della Squadra Mobile di Ancona, al termine di indagini mirate, hanno arrestato un italiano, O. T. classe ’91 perché trovato in possesso di 7 etti di marijuana.

I poliziotti, individuato il condominio dove abitava il giovane, sono entrati nell’androne avvertendo un forte odore di marijuana dovuto al periodo della fioritura delle piante, riuscendo così a trovare l’appartamento da dove proveniva.

O. T., con precedenti per spaccio, notata la presenza dei poliziotti e temendo una perquisizione immediata, ha cercato di disfarsi dello stupefacente lanciando dalla finestra un sacco pieno di marijuana appena raccolta.

Inoltre, nel tentativo di disfarsi delle prove, ha incendiato alcune piante in piena fioritura che erano all’interno della sua serra da coltivazione. Di fronte ad una tale reazione, potenzialmente pericolosa, gli agenti hanno fatto irruzione nell’appartamento bloccando il giovane e ponendo in sicurezza i locali spegnendo le fiamme.

All’interno, hanno trovato una serra allestita con il classico “grow box” dotato di una potente lampada HPS, ed alcune boccette di fertilizzante. Oltre alle quattro piante di marijuana in coltivazione, hanno rinvenuto sparse nell’appartamento le restanti parti delle piante con le inflorescenze che il giovane aveva sradicato e tentato di bruciare.

Il ventisettenne ha cercato di giustificare la sua condotta dicendosi convinto dell’approvazione di nuove leggi  che consentissero la coltivazione della marijuana come in altri Stati. Tratto in arresto dai poliziotti, questa mattina il Tribunale di Ancona ha convalidato il fermo e posto l’imputato ai domiciliari.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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