Una domenica con la Pasquella Offagnese

Canti e musica dal mattino al pomeriggio rivivendo antiche tradizioni

Offagna. L’Epifania tutte le feste porta via, ma sulla Rocca di Offagna si vuol continuare a far festa. E sarà così anche domani quando andrà in scena la Pasquella di Offagna per la terza edizione. Con lo slogan ‘’Semo venuti pe l’allegria, bon anno novo epifania’’.

I protagonisti della Pasquella
I protagonisti della Pasquella di Offagna

L’appuntamento per la Pasquella Offagnese, organizzata dall’Associazione Zetesis con il Patrocinio del Comune di Offagna, è per le ore 9 quando si raduneranno i cantori della pasquella in Piazza del Comune da dove avverrà la partenza per la tradizionale questua che si protrarrà fino alle ore 13 con i gruppi di cantori che suoneranno per le vie del paese.

La Pasquella è uno dei tre canti rituali di questua assieme a quelli della passione e del cantamaggio. Ha origini antichissime ed è tipico del periodo immediatamente successivo al Natale quando i suonatori questuanti portavano di casa in casa la “bona nova” chiedendo in cambio cibo e vino.

I suonatori arrivavano in ogni casa, chiedevano con cerimoniale cortesia il permesso di poter suonare la Pasquella (permesso che veniva negato solamente nelle case col lutto, dove comunque veniva offerto qualche dono), la famiglia si riuniva e, mentre tutta la gente ascoltava il canto e l’organetto, la vergara (la moglie), si preoccupava di prendere doni in natura da dare ai suonatori. Durante la questua era uso chiedere in dono le uova perché ce ne erano in surplus in quanto: “non c’è gallina o gallinaccia che a gennaio uovo non faccia”.

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Nel periodo della Pasquella s’era ultimata da pochissimo la pista, ossia l’uccisione del maiale per cui i suonatori ricevevano spesso in dono anche qualche salsiccia. Nessuno dava mai denaro ai suonatori.

I moderni cantori si propongono, senza alcun fine di lucro, di far rivivere antiche tradizioni che altrimenti andrebbero inesorabilmente scomparendo. Intenti che si propone la Pasquella di Offagna.

Per una giornata intera di canti e musica. Perché sempre a Offagna nel pomeriggio ci sarà l’esibizione dei gruppi musicali in Piazza del Comune.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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