Truffe agli anziani, la Polizia Locale di Ancona attiva servizio telefonico

Dal 25 gennaio. In arrivo circa 10mila lettere a nuclei familiari di ultrasettantenni per informare sull'assistenza prestata

Ancona, 22 gennaio 2021 – Contro le truffe agli anziani continua l’impegno della Polizia Locale. Per proseguire in questo progetto il Comando dorico ha approntato un servizio telefonico dedicato che sarà attivo dal 25 gennaio. Un agente risponderà al numero telefonico 071 2223071 dal lunedì al venerdì, dalle ore 15.00 alle ore 18.30, fornendo ogni informazione utile contro le truffe.

Da ieri, migliaia di lettere spedite al domicilio degli anziani di Ancona, con precisione a 9.664 nuclei familiari di ultrasettantenni, inviate dall’Amministrazione proprio per rendere noto questo servizio.

Il Comune di Ancona, già a fine 2019, aveva lanciato una campagna di prevenzione e sensibilizzazione contro le truffe agli anziani. Il progetto, denominato “L’apparenza inganna”, frutto di un protocollo d’intesa siglato con la Prefettura di Ancona e finanziato direttamente dal Ministero dell’Interno attraverso il Fondo per la sicurezza urbana con 38mila euro, si è dovuto interrompere nei primi mesi del 2020 a causa del Covid.

Liliana Rovaldi, comandante Polizia Locale Ancona 

Tra le varie iniziative aveva visto la realizzazione di numerosi incontri tra anziani e agenti della Polizia Locale, svoltisi nei luoghi di aggregazione e sedi di circoscrizione.

«Questi incontri – spiega la Comandante della Polizia Locale di Ancona, Liliana Rovaldi avevano ottenuto un’ampia partecipazione facendoci capire come siano indispensabili: non solo per fornire informazioni utili sulle tecniche di truffa più diffuse e quindi prevenirle, ma anche per rassicurare gli anziani sulla costante vigilanza oltre che nostra anche delle altre forze dell’ordine su questo problema». Infatti sono stati tenuti circa 80 incontri, alla presenza di un operatore della Polizia Municipale coadiuvato da un’assistente sociale, e sono stati distribuiti oltre 10mila pieghevoli informativi.

Il lato a del pieghevole informativo 

Visto che gli incontri sono stati sospesi giocoforza a seguito dell’emergenza Covid,  è nata l’idea di completare il progetto dedicando una linea telefonica  all’ascolto. «La prevenzione è l’unica arma per difendersi, per questo è importante per gli anziani imparare a riconoscere il pericolo e sapere come comportarsi per non cadere nel raggiro», prosegue la comandante Rovaldi.

Il lato b del pieghevole informativo

«Si ricorda che non sarà la Polizia Locale a chiamare direttamente al domicilio dei cittadini, ma saranno gli anziani a contattare questo numero per avere sostegno e informazioni riguardo il tema delle truffe, vorremmo si pensasse ad un telefono amico dedicato a questo argomento», precisa la Comandante.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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