Trecastelli – Albanese 21enne arrestato per droga

Pizzicato dai Carabinieri di Osimo mentre cedeva una dose di cocaina ad un ‘cliente’

Trecastelli (AN), 23 aprile 2020 – È stato arrestato in mattinata nel Comune di Trecastelli ad opera dei Carabinieri del Norm di Osimo, che lo hanno colto in flagranza di reato mentre cedeva una dose di cocaina ad un cliente.

Lo spacciatore, un albanese 21enne, è stato tradotto in carcere in seguito all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Ancona Sonia Piermartini, su richiesta del sostituto procuratore Irene Adelaide Bilotta, per il reato di concorso in detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, aggravato dalla continuazione.

La droga e il materiale sequestrati al 21enne spacciatore albanese

L’attività investigativa era partita il 6 febbraio scorso, quando sempre a Trecastelli i militari osimani avevano sorpreso il 21enne e un suo connazionale nell’atto di consegnare una dose di cocaina ad un assuntore.

La successiva perquisizione delle abitazioni dei due, permetteva ai carabinieri di rinvenire e sequestrare 70 grammi della stessa sostanza già suddivisa in involucri e pronta per la vendita, bilancini di precisione, attrezzatura necessaria per il confezionamento e la somma di 765 euro frutto dell’attività illecita.

Il quadro indiziario a carico del giovane ventunenne parla di numerose cessioni di cocaina, effettuate da ottobre 2019 allo scorso febbraio, nei confronti di tossicodipendenti di Trecastelli e Senigallia. Lo smercio della droga avveniva in luoghi isolati, a tutte le ore del giorno, ad un costo che variava da 75 a 90 euro al grammo. Dalle investigazioni è emersa una vendita complessiva di circa mezzo chilo di cocaina per un guadagno illecito di circa 50mila euro.

Diverse persone, clienti dell’albanese, sono state segnalate all’Autorità competente in qualità di consumatori di sostanze stupefacenti.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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