Scoperto a Filottrano un “coltivatore diretto” di Cannabis Indica

Titolare in incognito di una vera e propria azienda agricola abusiva con tanto di serre attrezzate, impianto idrico e locali adibiti all’essiccazione della marijuana

Ancora una volta è Filottrano la cerniera ed il crocevia del traffico e spaccio illegale di stupefacenti tra la Val Musone e la Vallesina. L’ennesima indagine dei carabinieri per la repressione del traffico illecito e il crescente consumo di marijuana e hashish, iniziata ieri sera, porta nel Comune dei “Sette Colli”.

L’operazione, organizzata dal Comandante della Compagnia di Osimo maggiore Raffaele Conforti, ha previsto posti di blocco e di controllo lungo la S.S. 16 Adriatica, la S.P.  2 Sirolo – Senigallia e la S.P. 3 Val Musone – Vallesina, con l’apporto decisivo dei militari della stazione di Filottrano diretti dal lgten. Valeriano Mazzocco.

L’arresto del 41enne jesino

Venti carabinieri e dieci mezzi militari di cui due in tinta civile, hanno portato all’individuazione e all’arresto per il reato di: coltivazione e detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, un coltivatore di cannabis identificato per Z. L., nato e residente a Jesi, classe 1977, celibe, artigiano, pluripregiudicato e già persona nota per reati specifici per traffico e spaccio di droga.

L’uomo, intorno alle 20:30 di ieri sera, è stato intercettato e pedinato dai carabinieri in abiti borghesi mentre si recava presso un casolare abbandonato in Via Pontemusone a Filottrano per prendersi cura della propria coltivazione illegale di Cannabis Indica.

Piante di marijuana in fase di crescita

Appena ha messo piede all’interno del casolare, è scattato il blitz dei carabinieri che avevano circondato tutta l’area circostante. Cogliendo in flagranza il pluripregiudicato campesino mentre era intento a controllare le serre e lo stato di crescita di molteplici piante di Canapa Indica.

Z. L. aveva messo in piedi una vera e propria industria della coltivazione e dello spaccio all’ingrosso di marijuana, allestendo due serre, con tanto di luci e ventilatori a formare un impianto ad hoc, con 15 piante di Cannabis, alcune alte quasi 2 metri, con tanto di etichettatura di qualità e pronte per la raccolta.

Uno degli impianti di essiccazione

Dopo aver bloccato e arrestato il 41enne jesino, i carabinieri hanno effettuato un’accurata perquisizione del casolare rinvenendo stanze adibite all’essiccazione dove era custodito oltre un chilo di marijuana già essiccata e pronta per essere confezionata e smerciata in queste festività pasquali, nonché attrezzatura varia, concimi, bilance per la pesatura e riviste concernenti la coltivazione dello stupefacente. Ovviamente, tutto è stato posto sottosequestro.

Da un calcolo dei militari la droga sequestrata, se immessa sul mercato clandestino, avrebbe fruttato introiti illegali per complessivi 20 mila euro; tutto denaro che sarebbe stato reinvestito nel traffico e nella produzione di ulteriore droga.

Prodotti vari e parte della marijuana in piante ed essiccata sequestrati a Filottrano dai carabinieri

L’arrestato, dopo gli accertamenti di rito e su disposizione del sostituto procuratore Irene Bilotta, è stato accompagnato ai domiciliari nella propria abitazione di Jesi in attesa del rito direttissimo previsto per la mattina odierna.

Nel primo pomeriggio di oggi, convalidato l’arresto, l’udienza è stata rinviata al prossimo 18 aprile su richiesta dei legali di parte.

Nei confronti del 41enne jesino, il Tribunale di Ancona ha disposto gli arresti domiciliari in località Castel Rosino nel Comune di Jesi, sottoposto al controllo e alla vigilanza dei carabinieri.

Infine, gli è stata redatta la proposta della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio per tre anni dal Comune di Filottrano.

Le indagini però non finiscono qui. I carabinieri sono impegnati ad individuare la rete commerciale creata dall’arrestato, riguardante la folta schiera di clienti, giovani e adulti della zona, alcuni dei quali incensurati e insospettabili.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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