San Paolo di Jesi – Forzano una finestra e rubano oro e denaro

Malmenato il proprietario di casa 54enne, finito all’ospedale con ferite lievi al viso

San Paolo di Jesi – Si fanno sempre più audaci gli autori dei furti nelle abitazioni. Una volta presa di mira una casa vanno fino in fondo, incuranti del fatto che all’interno vi siano o non vi siano i residenti.

È quello che è successo questa notte in una abitazione di San Paolo di Jesi. Tre banditi, con il volto coperto da passamontagna – uno addirittura era armato di pistola – si sono introdotti in casa di un 54enne dopo aver forzato una finestra e hanno iniziato a fare razzia.

San Paolo di Jesi – Centro storico

Il 54enne, proprietario dell’immobile che abita insieme alla sua compagna, svegliato da strani rumori ha cercato istintivamente di reagire ma è stato sopraffatto dai malviventi che lo hanno ferito al viso, costringendolo a consegnare l’oro oltre alla somma di mille euro.

Prima di andarsene indisturbati, i ladri hanno minacciato la coppia rinchiudendola nel bagno di casa. Alla fine, le urla dei due derubati hanno raggiunto i vicini che sono intervenuti in loro soccorso oltre a dare l’allarme ai carabinieri.

I militari di Jesi e Staffolo hanno aperto le indagini facendo capire di avere una pista su cui lavorare. L’uomo, portato in ospedale, non ha ferite serie, nessun danno fisico per la compagna.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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