Romeno ruba faretti da incasso all’Obi. Arrestato

Aveva foderato una borsa con fogli di alluminio per eludere il sistema antitaccheggio

Ancona – Un 42enne romeno, già conosciuto dalle forze dell’ordine entra all’Obi, il centro commerciale della Baraccola, e si avvia al reparto luci e elettricità. Con sé ha a tracolla una borsa porta computer. Ma è una borsa “speciale”, con l’interno foderato con fogli di alluminio e nastro isolante. Una schermatura fatta in casa per eludere i sensori del sistema d’allarme antitaccheggio posti all’uscita.

La merce rubata dal romeno e recuperata dai poliziotti

Armeggiando lungo gli scaffali del reparto, il romeno sceglie alcune confezioni di faretti led ad incasso, valore di circa 80 euro l’uno. Con un coltello recide le placche antitaccheggio e nasconde le confezioni nella borsa. Peccato per lui che tutto quell’armeggiare ha attirato l’attenzione degli addetti al reparto. Che hanno subito avvisato la Polizia.

Uscito indenne dall’Obi senza pagare la merce, grazie alla schermatura della borsa che non ha fatto scattare i sensori, il romeno ha trovato ad aspettarlo i poliziotti della Volante che lo hanno arrestato.Nella borsa gli hanno trovato cinque faretti per un valore di circa 400 euro. E, ovviamente, il coltello.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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