Ritrovato nella notte il corpo del sub anconetano disperso

Giaceva sul fondale a circa sei metri dalla riva. L’ipotesi più accreditata del decesso un malore accusato durante l’immersione

Ancona, 22 agosto 2022 – È stato ritrovato intorno alle 22.00 della notte appena trascorsa dai sommozzatori e nucleo nautico dei Vigili del fuoco il corpo di Roberto Liviabella, il sub anconetano che ieri pomeriggio era stato dato per disperso dopo la sua immersione davanti alla Grotta Azzurra.

A dare l’allarme per il suo mancato rientro, nel pomeriggio di ieri, era stata la moglie. Subito erano scattate le ricerche da parte della Capitaneria di porto, Vigili del fuoco e Guardia costiera coadiuvate da un elicottero. Ricerche continuate anche con il calare del buio nel tratto di mare compreso fra la Grotta Azzurra e la Fincantieri, fino al ritrovamento del corpo del sub adagiato sul fondale a circa sei metri dalla riva, proprio di fronte alla sua grotta.

Il corpo senza vita di Roberto Liviabella, recuperato dai sommozzatori dei Vigili del fuoco, dopo esser stato trasportato alla banchina 1 del porto di Ancona è stato messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria che potrebbe disporre l’autopsia per accertare le cause del decesso.

Il sub conosceva molto bene sia la zona sia i fondali che praticava abitualmente, l’ipotesi più accreditata per il suo decesso è quella di un improvviso malore durante l’immersione che gli abbia impedito di tornare in superfice.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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