Porto Recanati – Palpeggia una donna in centro, arrestato giovane tunisino

La pronta e coraggiosa reazione della donna ha permesso ai carabinieri di arrestare il 18enne

Porto Recanati – Una donna che passeggiava per i fatti suoi è stata seguita nelle vie del centro da un giovane che dopo averla avvicinata ha iniziato a palpeggiarla. La donna ha reagito urlando e il giovane a quel punto se l’è svignata, certo di averla fatta franca.

Ma sfortunatamente per lui, non è andata così. La donna, con prontezza di spirito l’ha inseguito avvertendo nel contempo il marito di quanto le stesse accadendo. Il giovane, scappando, ha trovato il tempo di schernire la sua vittima mimando gesti di autoerotismo.

Porto Recanati – Le molestie alle donne, un atto irrispettoso, incivile e maleducato, inaccettabile in una società sana ed avanzata (foto d’archivio, Oggi cronaca)

Un comportamento spavaldo che è costato caro al giovane, un tunisino di 18 anni. I carabinieri, avvertiti dal marito della donna, lo hanno rintracciato anche grazie alle indicazioni fornite dalla vittima stessa e lo hanno arrestato.

Successivamente, i militari hanno perquisito il domicilio del 18enne tunisino trovandovi indumenti e accessori di vario tipo che il giovane avrebbe utilizzato in altri episodi dello stesso genere, almeno quattro, che lui stesso avrebbe commesso a Porto Recanati a partire dal dicembre del 2017.

Materiale sequestrato e tunisino arrestato e posto ai domiciliari. Denunciato a piede libero, dovrà rispondere di violenza sessuale ed atti osceni, con l’aggravante degli altri quattro episodi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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