PESARO. Curatore si appropria di 67 mila euro custoditi per conto di un inabile

Le Fiamme Gialle gli sequestrano beni per un valore equivalente

Pesaro. La Guardia di Finanza di Pesaro prosegue nella sua azione di tutela delle fasce deboli ponendo fine ad un raggiro perpetrato da un curatore giudiziario ai danni di una persona incapace di provvedere a se stessa.

L’attività di indagine – coordinata dalla Procura della Repubblica di Urbino e condotta dai finanzieri della Compagnia di Urbino – è stata concentrata nei confronti di un curatore giudiziario che, dal 2006 al 2015, ha “custodito” i beni e le disponibilità finanziarie di un anziano con problemi cerebrali sin dalla nascita.

Attraverso mirati accertamenti bancari e patrimoniali la Guardia di Finanza ha scoperto che il curatore giudiziario si sarebbe appropriato di oltre 67 mila euro sottraendoli dal conto corrente dell’assistito, da lui custodito.

Le indagini dei finanzieri hanno portato, quindi, alla denuncia per peculato del curatore e all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del Tribunale di Urbino, finalizzato alla confisca dei beni dell’indagato fino al raggiungimento dell’equivalente della somma indebitamente sottratta.

Questa vicenda segue altri casi eclatanti “di raggiri”, operati ai danni di persone anziane o inabili, sventati dalle fiamme gialle pesaresi negli ultimi mesi: la truffa all’anziana e inconsapevole milionaria, la circonvenzione perpetrata dalla badante straniera, e il caso dell’amministratore di sostegno che si è appropriato degli averi di una vecchietta con grave patologia neurologica.

L’operazione conclusa costituisce un altro forte segnale di concreta vicinanza delle istituzioni ai cittadini e, in particolare, alle categorie sociali più deboli, per la loro tutela e la difesa dei loro interessi economici e patrimoniali.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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