PESARO. Curatore si appropria di 67 mila euro custoditi per conto di un inabile

Le Fiamme Gialle gli sequestrano beni per un valore equivalente

Pesaro. La Guardia di Finanza di Pesaro prosegue nella sua azione di tutela delle fasce deboli ponendo fine ad un raggiro perpetrato da un curatore giudiziario ai danni di una persona incapace di provvedere a se stessa.

L’attività di indagine – coordinata dalla Procura della Repubblica di Urbino e condotta dai finanzieri della Compagnia di Urbino – è stata concentrata nei confronti di un curatore giudiziario che, dal 2006 al 2015, ha “custodito” i beni e le disponibilità finanziarie di un anziano con problemi cerebrali sin dalla nascita.

Attraverso mirati accertamenti bancari e patrimoniali la Guardia di Finanza ha scoperto che il curatore giudiziario si sarebbe appropriato di oltre 67 mila euro sottraendoli dal conto corrente dell’assistito, da lui custodito.

Le indagini dei finanzieri hanno portato, quindi, alla denuncia per peculato del curatore e all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del Tribunale di Urbino, finalizzato alla confisca dei beni dell’indagato fino al raggiungimento dell’equivalente della somma indebitamente sottratta.

Questa vicenda segue altri casi eclatanti “di raggiri”, operati ai danni di persone anziane o inabili, sventati dalle fiamme gialle pesaresi negli ultimi mesi: la truffa all’anziana e inconsapevole milionaria, la circonvenzione perpetrata dalla badante straniera, e il caso dell’amministratore di sostegno che si è appropriato degli averi di una vecchietta con grave patologia neurologica.

L’operazione conclusa costituisce un altro forte segnale di concreta vicinanza delle istituzioni ai cittadini e, in particolare, alle categorie sociali più deboli, per la loro tutela e la difesa dei loro interessi economici e patrimoniali.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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