Ostra – Trovato fra i rifiuti il corpicino di una neonata

Aperto un fascicolo per infanticidio.

Ostra (AN)- Viaggiava sul nastro trasportatore di una ditta che si occupa di smaltimento e trattamento dei rifiuti, il piccolo corpo di una neonata. Se ne sono accorti gli operai addetti alla cernita dell’immondizia, che lo hanno individuato in mezzo agli altri scarti.

Un nastro trasportatore per la cernita dell’immondizia (foto d’archivio, Kbia.org)

L’impianto è stato bloccato all’istante e, subito avvisati, sul posto sono intervenuti i carabinieri di Senigallia. Il pm ha disposto l’autopsia del corpicino e aperto un fascicolo per infanticidio.

Al momento, l’ipotesi più accreditata è che la neonata sia stata abbandonata in un cassonetto dell’immondizia dalla madre subito dopo la nascita. Non ancora accertata la provenienza dal momento che la ditta raccoglie i rifiuti di svariati Comuni del circondario.

Aggiornamento ore 13

L’autopsia sul corpo della neonata trovata morta sul nastro trasportatore della ditta di Casine di Ostra, verrà eseguita oggi alle 14 all’istituto di Medicina legale di Ancona; lo ha disposto il pm Serena Bizzarri.  Servirà a capire l’ora della morte e se nel momento in cui è stata abbandonata era ancora viva.

Si attendono i risultati degli esami medico legali per confermare o meno i reati di infanticidio e occultamento di cadavere ipotizzati dalla Procura. Inoltre, è emerso che di fianco al cadaverino è stata trovata una busta di plastica con del sangue. Verrà analizzata e gli esiti verranno confrontati con il dna della neonata.

Aggiornamento ore 20

L’autopsia sul corpicino ha detto che la bimba era viva quando è nata. Ma che non sarebbe stata né pulita né allattata.

L’esame del medico legale fa risalire la morte a 24 ore prima del ritrovamento da parte degli operai sul nastro trasportatore della ditta di Casine di Ostra che tratta i rifiuti. Dunque, era già morta quando un camion ha prelevato il cassonetto dell’immondizia dove era stata abbandonata

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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