Macerata. Sequestrati 3 Kg. di marijuana e 20.700 euro provenienti dall’attività di spaccio

Denunciato un responsabile

Macerata. Sequestrati dai finanzieri della Compagnia di Macerata tre chili di marijuana in una casa situata al centro di Cingoli. Denunciato un responsabile. Sequestrate anche due serre per la coltivazione intensiva delle piante e 20.700 € in contanti in tagli da 50, 100 e 200 euro, somma ritenuta di provenienza dell’attività di spaccio.

Il sequestro di piantine di marijuana e denaro ad opera della Guardia di Finanza di Macerata
Il sequestro di piantine di marijuana e denaro ad opera della Guardia di Finanza di Macerata

I finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Macerata, hanno concluso una indagine nei confronti di B.G., un trentenne di Cingoli, celibe, incensurato e senza lavoro. Gli elementi acquisiti nel corso dell’attività info investigativa facevano pensare che B.G. potesse essere coinvolto in una attività di produzione e spaccio di marijuana, così i finanzieri sono andati a fondo con gli accertamenti andando a controllare anche i consumi di energia elettrica constatando, in effetti, uno smisurato ed inappropriato consumo di energia elettrica per una civile abitazione con picchi di ben 27 Kw al giorno.

Energia elettrica consumata per alimentare le lampade, gli aeratori, i deumidificatori presenti nelle serre in cui B.G. coltivava le piante di marijuana. Una volta entrati, al secondo piano dell’abitazione in cui vive con i genitori, i finanzieri hanno rinvenuto circa 250 grammi di marijuana già essiccata e conservata in vasetti di vetro, mentre nella cantina sono state individuate due serre all’interno delle quali sono state rinvenute numerose piante di marijuana in diverse fasi di crescita, per un totale di 2,750 Kg. di infiorescenze pronte per essere essiccate.

Sono stati anche sequestrati 20.700 € in contanti, in tagli da 50, 100 e 200 €, per i quali il B.G. non ha saputo spiegare la provenienza e si ritiene siano i proventi illeciti dell’attività di spaccio, atteso che il giovane non ha una occupazione lavorativa.

Il responsabile è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Macerata.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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