Macerata – Fermati a Serrapetrona due pregiudicati napoletani

Il loro lento girovagare nelle zone terremotate aveva insospettito le Fiamme Gialle

Macerata – I finanzieri della Tenenza di Camerino, nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione finalizzate all’esecuzione del Dispositivo Permanente di Contrasto ai Traffici Illeciti, hanno individuato due pregiudicati che girovagavano nel Comune di Serrapetrona nelle vicinanze di alcune case lesionate dal terremoto.

Uno dei due aveva l’obbligo di dimora presso il Comune di Napoli. I finanzieri della Tenenza di Camerino, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio, finalizzato al contrasto dei traffici illeciti, hanno intercettato una Ford Focus con a bordo due soggetti che circolava a bassissima velocità

Macerata – Continuo e costante è il controllo del territorio terremotato da parte della Guardia di Finanza

L’interesse dei militari all’autovettura è scaturito dal suo lento incedere in una zona in cui oltre alla presenza di diverse case lesionate dal terremoto, non vi è nulla. Sono stati così identificati i due occupanti, risultati essere entrambi residenti a Napoli e con numerosi precedenti penali, per la maggior parte inerenti a reati contro il patrimonio.

Nei confronti di uno dei due soggetti, inoltre, è stato verificato che è tutt’ora vigente l’obbligo di dimora nel Comune di Napoli emesso dal Tribunale di Mantova in relazione alla commissione di pregresse attività illecite. In merito alla violazione del citato provvedimento è stata immediatamente avvisata la competente Autorità Giudiziaria.

Inoltre, tenuto conto dell’elevata pericolosità sociale di entrambi, visti i numerosi precedenti penali e del fatto che non sono stati in grado di fornire ai militari alcuna valida giustificazione circa la loro presenza in quel contesto territoriale, è stata avanzata al Questore la segnalazione per l’applicazione del foglio di via obbligatorio al fine di proibire il loro ritorno nel Comune di Serrapetrona.

 

redazionale

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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