La Polizia arresta pusher albanese 26enne residente ad Ostra

Nella sua abitazione c’era droga dappertutto: cocaina, hashish, marijuana, e un caricatore di una pistola completo di 8 cartucce cal 22

Ancona, 19 maggio – F. X. classe ’92, è stato perquisito dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Ancona al termine di una attività investigativa che era partita qualche settimana fa.

L’uomo, che vive ad Ostra nella provincia di Ancona, da tempo era attivo nel mondo dello spaccio di stupefacenti ed era stato attenzionato dagli investigatori in una delle sue numerose trasferte che faceva ad Ancona per rifornirsi e spacciare droga.

Ne deteneva di tutti i tipi e in più nascondigli:

  • 40 grammi di cocaina;
  • Mezzo etto di hashish;
  • Quasi mezzo etto di marijuana.

L’hanno trovata gli agenti di Ancona e Senigallia entrati in azione nel suo appartamento. Droga dappertutto: dentro un cassettone della serranda di una camera, in fondo a dei cassetti, dentro a mobili dismessi che si trovavano in cantina, sopra un armadio.

Oltre allo stupefacente, i poliziotti hanno trovato nascosto in un’intercapedine anche un caricatore di una pistola cal. 22 completo di 8 cartucce; più di 8mila euro in contanti considerati il provento dell’attività di spaccio; un frullatore per preparare la cocaina; 3 bilancini di precisione e numerosissimi incarti e ritagli di vecchie confezioni di droga che hanno delineato un quadro di un’elevata attività di spaccio.

L’attività investigativa è culminata nell’arresto dell’albanese per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio con l’aggravante della continuazione. Su disposizione del P.m. di turno dott. Ruggiero Dicuonzo, F. X. è stato collocato ai domiciliari presso la sua abitazione di Ostra dove vive con la madre, in attesa di processo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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