Jesi – Riparte dal ProWein (19-21 marzo) la promozione del vino marchigiano

A cura dell’Istituto Tutela Vini. 45 le aziende IMT

Jesi, 16 marzo. Riparte dalla Germania, dal ProWein di Duesseldorf, la missione export dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), che si apre quest’anno con una partecipazione record. Tra le aziende ‘made in Marche’ sono 45 le imprese socie Imt presenti dal 19 al 21 marzo alla fiera mondiale di riferimento per il business del vino, che per questa edizione conta già sulla presenza di 55.000 buyer e professionisti del settore provenienti da ogni parte del globo.

Un'immagine dell'edizione 2016 del ProWein
Un’immagine dell’edizione 2016 del ProWein

In primo piano, la collettiva del vigneto Marche (pad.16 Stand C77/D70), composta da 32 aziende di cui 24 socie dell’Istituto marchigiano di tutela vini. Saranno invece 21 le griffe enologiche presenti a ProWein con stand propri, in rappresentanza di quasi tutte le 16 aree doc del Consorzio.

Per il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni: «Il ProWein è un banco di prova notevole per il nostro mercato, qui le nostre aziende – e stiamo parlando della crème delle imprese regionali – dovranno confrontarsi con una concorrenza fatta di 6.300 espositori provenienti da circa sessanta Paesi del mondo. Per questo oggi è sempre più importante puntare su una definizione collettiva del nostro brand come di una nicchia di altissima qualità, composta da vitigni – spesso autoctoni – unici al mondo. E come tali devono essere considerati, anche sotto l’aspetto del valore».

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Tra gli obiettivi di Verdicchio, Rosso Conero, Bianchello del Metauro, Colli Maceratesi, Lacrima di Morro d’Alba e delle altre denominazioni targate Imt non c’è solo la Germania, il cui mercato aggressivo rimane comunque il principale sbocco Ue. Il ProWein, che vedrà tra l’altro l’avvio della ‘tournée’ di Sting organizzata per il proprio vino toscano, è tradizionalmente porta d’accesso verso i buyer nordeuropei a cui si aggiungono sempre più operatori asiatici e statunitensi.

Le aziende IMT nella collettiva a ProWein:

Vignamato; Vicari; Guerrieri; Fontezoppa; Sparapani; Crespaia; Boccadigabbia; Giusti; Accadia; Tenuta Filippo e Giacomo; Terracruda; Venturi; Togni; Degli Azzoni; Piersanti; Sartarelli; Belisario; Colpaola; Piantate Lunghe; Rio Maggio; Lucarelli Roberto; Borgo Paglianetto; Moroder; Marconi Vini.

Le aziende IMT a ProWein con stand propri:

Bonci; Cantina Collestefano; Cantina Ortenzi; Colonnara; Fattoria Le Terrazze; Garofoli; Il Conventino; Lamelia; Montecappone; Morelli Claudio; Murola; Politi; Tenuta Tavignano Lucangeli; Tenute Pieralisi; Trecastelli; Umani Ronchi; Strologo Silvano; La Staffa; S. Floriano; Az. Romagnoli; Marotti Campi.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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