Jesi – Eredita immobili e viene ricattato da una 66enne con un testamento falso

L’uomo, d’accordo con i carabinieri, smaschera la truffa

Jesi – La storia inizia con la denuncia di un uomo che, avendo ereditato alcuni beni immobili per un notevole valore economico da una sua congiunta deceduta, viene minacciato da una 66enne di Jesi di pubblicare un presunto testamento olografo scritto dalla “de cuius” – nel quale si disponeva la cessione dei beni ad un ente di beneficenza – se non le  avesse consegnato la somma di 450 mila euro, mettendo così in discussione  la successione regolarmente aperta presso un notaio di Ancona.

La scaltra 66enne prometteva all’uomo che, raggiunto l’accordo ed effettuato il pagamento, avrebbe fatto sparire quel documento che era così scomodo per permettergli di entrare in possesso dell’eredità.

I due si davano appuntamento alle 16 di ieri pomeriggio (13 febbraio, ndr) presso una delle proprietà ereditate dall’uomo. Ma a quell’incontro, all’insaputa della donna, erano presenti anche i carabinieri nascosti in una stanza attigua.

Durante l’incontro, la donna pretendeva  che la somma le fosse versata a mezzo bonifico sul proprio conto corrente, e non con un assegno bancario di cui l’uomo si era già fornito e del quale i carabinieri avevano una fotocopia.

A quel punto, i militari appostati, coordinati dal Maresciallo Raffaele Verna e capeggiati sul campo dal Maresciallo Pasquale Matani, ritenendo realizzata la flagranza di reato, intervenivano e traevano in arresto la donna che, per l’occasione, si era presentata in compagnia del proprio marito.

Durante la successiva perquisizione domiciliare, in casa dell’arrestata venivano rinvenuti altri tre testamenti olografi in favore di altre persone, la cui firma – ictu oculi – risultava difforme  a quella della “de cuius”.

Ma oltre a tali documenti, sui quali verrà eseguita specifica perizia, veniva rinvenuto un libretto di deposito intestato alla persona defunta con la somma di 600 mila euro depositati, che veniva sequestrato.

La donna arrestata, che pare fosse stata molto vicina alla defunta, dopo le formalità di rito veniva accompagnata presso la propria abitazione agli arresti domiciliari, così come disposto dal PM, Dott. Daniele Paci, titolare dell’inchiesta. Dovrà rispondere di tentata estorsione e appropriazione indebita.

Al vaglio delle indagini ci sono anche le posizioni di alcune persone che sono citate in quelli che si ritengono essere dei falsi testamenti olografi

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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