Jesi – Arrestato italiano 44enne con mezzo chilo di cocaina purissima

Sequestrati allo spacciatore anche seimila euro frutto dell’attività illecita

Jesi – Gli Agenti della Squadra Mobile di Ancona unitamente agli Agenti del Commissariato di Jesi hanno arrestato un italiano, F. M. classe 1974, perché trovato in possesso di quasi mezzo chilo di cocaina purissima.

Già da tempo i poliziotti della sezione antidroga tenevano sotto controllo le vie principali di Jesi dove erano certi che l’uomo aveva intrapreso una fiorente attività di spaccio del “prezioso” stupefacente. Quello rinvenuto aveva un prezzo sul mercato di circa 80 euro al grammo.

Jesi- Droga, denaro e strumenti sequestrati allo spacciatore 44enne

Lo hanno aspettato sotto casa. Dopo alcune ore di appostamento lo hanno visto arrivare a bordo della sua autovettura, proprio come previsto. La perquisizione dell’abitazione ha consentivano di rinvenire, nascoste sotto un cassetto della cucina, tre buste contenenti 113 dosi confezionate per lo spaccio.

Oltre alla droga gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato, nascosta all’interno di un’intercapedine, la somma in contanti di seimila euro, sicuro provento dell’attività di spaccio, nonché un bilancino di precisione e tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi di cocaina. Tra le banconote gli esperti ne hanno individuate tre false (300 euro).

Al termine del foto segnalamento e delle altre incombenze di rito espletate negli uffici della Questura, F. M., su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, è stato collocato in carcere a Montacuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Sono in corso approfondimenti investigativi da parte della Squadra Mobile per individuare la provenienza dello stupefacente.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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