Inaugurato ad Arquata del Tronto il nuovo stabilimento Tod’s

Alla presenza del Presidente del Consiglio Gentiloni e del commissario alla ricostruzione De Micheli

Arquata del Tronto (AP) – Alle undici di questa mattina, mercoledì 20 dicembre, Diego Della Valle ha mantenuto la sua promessa. Alla presenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e del commissario alla ricostruzione Paola de Micheli, ha inaugurato il nuovo stabilimento Tod’s che lui stesso ha voluto nell’area di Pescara del Tronto, dove si trovano anche le prime casette Sae (soluzioni abitative d’emergenza) consegnate ai terremotati, alcune attività produttive e una chiesetta in legno.

Circa un anno fa il numero uno del Gruppo calzaturiero fermano lo aveva promesso: «Tod’s costruirà uno stabilimento ad Arquata del Tronto». Promessa mantenuta! «In undici mesi lo abbiamo costruito – ha detto Della Valle alla cerimonia d’inaugurazione – Invito altri imprenditori a seguire il mio esempio – ha aggiunto – se lo faranno potremo costruire altre 10/15 aziende all’interno dell’ area del cratere sismico, per ridare lavoro, speranza e un futuro alla gente».

Arquata del Tronto – da sx: Diego Della Valle, il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, Andrea Della Valle

A regime il nuovo stabilimento occuperà circa cento dipendenti, tutti formati nel centro di Comunanza.

Alla cerimonia inaugurale ha partecipato il Presidente del Consiglio Gentiloni che ha elogiato l’investimento della Tod’s: «Questo è un simbolo straordinario che dà una carica di ottimismo – ha detto il premier – la dimostrazione che si può e si deve investire in questi territori se c’è quel clima di squadra e di collaborazione di cui ha parlato Della Valle. Qui il lavoro non è solo un fatto affettivo, ma attaccamento alla qualità e all’artigianato dei prodotti e, allo stesso tempo, un’impresa globale».

Per il commissario alla ricostruzione Paola de Micheli il nuovo stabilimento potrebbe essere il primo di una serie: «Ieri ho convocato un tavolo sullo sviluppo economico del cratere con gli assessori di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria – ha rivelato – per dare a tutti le stesse possibilità di accesso alle opportunità che stanno arrivando da parte di imprenditori italiani e non escludo che potrebbero arrivare anche dall’estero».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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