Green Pass day del 15 ottobre, Conerobus taglia alcune corse

In sei slide le norme e gli obblighi in vigore da domani in ambito lavorativo pubblico e privato

Ancona, 14 ottobre 2021 – Con due Dpcm, firmati dal presidente del Consiglio Draghi, dal 15 ottobre sono introdotte nuove disposizioni sul Green Pass, relative alla verifica del possesso in ambito lavorativo pubblico e privato, e alle linee guida per l’applicazione delle norme al personale pubblico.

I decreti, inoltre, prevedono controlli quotidiani da parte dei datori di lavoro attraverso l’app “Verifica C19” o con l’utilizzo di strumenti informatici automatizzati.

Anche il trasporto pubblico di Ancona si sta organizzando in merito, con la Conerobus che ha messo in atto controlli serrati e monitoraggio costante di una situazione in continua evoluzione per ridurre al minimo i disagi su Ancona e provincia, che da domani saranno inevitabili ma limitati.

Alla vigilia del Green pass Day Conerobus ha compiuto un grande sforzo per ritarare il servizio sulla base del numero di dipendenti che hanno comunicato di essere sprovvisti della certificazione verde: 55 su 456, pari al 12% dell’organico. Una percentuale di gran lunga inferiore alla media nazionale del settore, che non va comunque sottovalutata.

L’emergenza è stata fronteggiata dall’azienda riportando alla guida dei mezzi i controllori, già esperti conducenti, ed invitando il personale provvisto di Green Pass a rinunciare alle ferie. Richiesta, quest’ultima, raccolta positivamente da alcuni dipendenti, che si sono messi a disposizione per contribuire a circoscrivere al minimo le difficoltà. Ennesima dimostrazione della serietà della squadra di Conerobus.

Da domani sono comunque previsti tagli ad alcune corse nelle fasce orarie di minor affluenza ed in particolare la sera dopo le 20, effettuati con l’obiettivo di assicurare la tenuta del trasporto scolastico e garantire in generale il servizio nelle ore di punta e in quelle in cui si muovono i pendolari.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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