Fiamme gialle sequestrano 8.300 articoli carnevaleschi

Denunciato e multato un imprenditore cinese

Ascoli Piceno – In occasione dei festeggiamenti di Carnevale, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha riconfermato il proprio impegno per garantire la tutela dei consumatori, attuando già da giorni controlli severi mirati alla verifica, alle condizioni e ai requisiti di sicurezza dei prodotti immessi nei mercati locali.

Una parte del materiale carnevalesco sequestrato dalle Fiamme gialle
Una parte del materiale carnevalesco non conforme agli standard di sicurezza sequestrato dalle Fiamme gialle di San Benedetto del Tronto

Nell’ambito dell’operazione “Arlecchino”, le Fiamme gialle della Compagnia di San Benedetto del Tronto hanno sottoposto a controllo numerosi esercizi commerciali, passando al setaccio maschere, costumi, cappelli, trucchi ed ogni altro articolo carnevalesco destinato ad essere usato soprattutto dai più piccoli.

In tale contesto, sono stati 6.200 i prodotti carnevaleschi, tra costumi e accessori, risultati non conformi agli standard della sicurezza e, quindi, sottoposti a sequestro in quanto potenzialmente nocivi per la salute e l’incolumità dei consumatori.

Nel corso dei controlli, presso un esercizio gestito da un imprenditore di origine cinese, i militari hanno individuato e sottoposto a sequestro anche 2.100 bastoncini d’incenso indiano “Hem”, un prodotto già attenzionato dai militari in quanto di recente ritirato dal mercato per l’accertata presenza di componenti tossiche ed irritanti, tra le quali i flalati, una sostanza chimica generalmente utilizzata per conferire maggiore durata e flessibilità ad alcune tipologie di prodotti.

La circostanza ha comportato la denuncia all’autorità Giudiziaria dell’imprenditore cinquantasettenne cinese “L.J.”, soggetto peraltro già conosciuto per analoghi precedenti, al quale è stata comminata una sanzione amministrativa per 36mila euro.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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