Fiamme gialle sequestrano 8.300 articoli carnevaleschi

Denunciato e multato un imprenditore cinese

Ascoli Piceno – In occasione dei festeggiamenti di Carnevale, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha riconfermato il proprio impegno per garantire la tutela dei consumatori, attuando già da giorni controlli severi mirati alla verifica, alle condizioni e ai requisiti di sicurezza dei prodotti immessi nei mercati locali.

Una parte del materiale carnevalesco sequestrato dalle Fiamme gialle
Una parte del materiale carnevalesco non conforme agli standard di sicurezza sequestrato dalle Fiamme gialle di San Benedetto del Tronto

Nell’ambito dell’operazione “Arlecchino”, le Fiamme gialle della Compagnia di San Benedetto del Tronto hanno sottoposto a controllo numerosi esercizi commerciali, passando al setaccio maschere, costumi, cappelli, trucchi ed ogni altro articolo carnevalesco destinato ad essere usato soprattutto dai più piccoli.

In tale contesto, sono stati 6.200 i prodotti carnevaleschi, tra costumi e accessori, risultati non conformi agli standard della sicurezza e, quindi, sottoposti a sequestro in quanto potenzialmente nocivi per la salute e l’incolumità dei consumatori.

Nel corso dei controlli, presso un esercizio gestito da un imprenditore di origine cinese, i militari hanno individuato e sottoposto a sequestro anche 2.100 bastoncini d’incenso indiano “Hem”, un prodotto già attenzionato dai militari in quanto di recente ritirato dal mercato per l’accertata presenza di componenti tossiche ed irritanti, tra le quali i flalati, una sostanza chimica generalmente utilizzata per conferire maggiore durata e flessibilità ad alcune tipologie di prodotti.

La circostanza ha comportato la denuncia all’autorità Giudiziaria dell’imprenditore cinquantasettenne cinese “L.J.”, soggetto peraltro già conosciuto per analoghi precedenti, al quale è stata comminata una sanzione amministrativa per 36mila euro.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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