Fabriano. Marocchino ruba cellulare a un minore

Finisce subito in manette per rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale

Fabriano. Arriva una telefonata concitata al 113 del Commissariato di Fabriano da parte di un giovane, minorenne che, alquanto agitato, comunica al poliziotto in servizio d’essere stato rapinato del proprio cellulare in un parco della città.

Occorre prestare attenzione a non esibire troppo in pubblico
Occorre prestare attenzione a non esibire troppo in pubblico il proprio cellulare.

Immediatamente, una pattuglia della Squadra Volante interviene allertando anche gli altri equipaggi. Tutta la zona veniva circondata e controllata.

Soccorso e rassicurato il ragazzo, gli agenti si fanno raccontare l’accaduto.

Camminava nel parco, il giovane, in compagnia di un coetaneo. Ad un certo punto i due vengono avvicinati da un extracomunitario che chiede loro una sigaretta. Una scusa per avvicinarsi, ovviamente,dal momento che aveva adocchiato il cellulare di ultima generazione che uno dei ragazzi teneva fra le mani.

Attimi. Mentre  i due ragazzi rispondono allo sconosciuto quest’ultimo, con mossa fulminea, strappa con forza dalla tasca del giubbotto di uno il telefono smartphone, minacciandolo di tagliargli la gola se avesse reagito o avesse tentato di inseguirlo. Scappando poi a gambe levate.

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Dalle descrizioni fornite e dai dettagli raccolti dai poliziotti, tutte le pattuglie si davano alla ricerca del rapinatore e  un equipaggio del Reparto Prevenzione Crimine, impegnato nei controlli straordinari del territorio, notava un giovane corrispondente alle descrizioni e procedeva al controllo.

Il giovane si mostrava subito nervoso e vistosi scoperto tentava la fuga opponendo resistenza agli agenti che, però, mettendo in campo tutte le tecniche operative del caso riuscivano a bloccarlo in sicurezza e a condurlo in commissariato.

Dopo le formalità di rito veniva identificato: cittadino extracomunitario, originario del Marocco, 18 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine.

Il diciottenne veniva tratto in arresto per rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il telefonino rinvenuto addosso al rapinatore veniva riconsegnato al legittimo proprietario.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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