Fabriano. Marocchino ruba cellulare a un minore

Finisce subito in manette per rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale

Fabriano. Arriva una telefonata concitata al 113 del Commissariato di Fabriano da parte di un giovane, minorenne che, alquanto agitato, comunica al poliziotto in servizio d’essere stato rapinato del proprio cellulare in un parco della città.

Occorre prestare attenzione a non esibire troppo in pubblico
Occorre prestare attenzione a non esibire troppo in pubblico il proprio cellulare.

Immediatamente, una pattuglia della Squadra Volante interviene allertando anche gli altri equipaggi. Tutta la zona veniva circondata e controllata.

Soccorso e rassicurato il ragazzo, gli agenti si fanno raccontare l’accaduto.

Camminava nel parco, il giovane, in compagnia di un coetaneo. Ad un certo punto i due vengono avvicinati da un extracomunitario che chiede loro una sigaretta. Una scusa per avvicinarsi, ovviamente,dal momento che aveva adocchiato il cellulare di ultima generazione che uno dei ragazzi teneva fra le mani.

Attimi. Mentre  i due ragazzi rispondono allo sconosciuto quest’ultimo, con mossa fulminea, strappa con forza dalla tasca del giubbotto di uno il telefono smartphone, minacciandolo di tagliargli la gola se avesse reagito o avesse tentato di inseguirlo. Scappando poi a gambe levate.

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Dalle descrizioni fornite e dai dettagli raccolti dai poliziotti, tutte le pattuglie si davano alla ricerca del rapinatore e  un equipaggio del Reparto Prevenzione Crimine, impegnato nei controlli straordinari del territorio, notava un giovane corrispondente alle descrizioni e procedeva al controllo.

Il giovane si mostrava subito nervoso e vistosi scoperto tentava la fuga opponendo resistenza agli agenti che, però, mettendo in campo tutte le tecniche operative del caso riuscivano a bloccarlo in sicurezza e a condurlo in commissariato.

Dopo le formalità di rito veniva identificato: cittadino extracomunitario, originario del Marocco, 18 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine.

Il diciottenne veniva tratto in arresto per rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il telefonino rinvenuto addosso al rapinatore veniva riconsegnato al legittimo proprietario.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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