Dipendente del Comune di Ancona faceva l’assicuratore nell’orario d’ufficio

L’assenteista sospeso per otto mesi

Ancona. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, nell’ambito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, ha notificato una ordinanza del Tribunale con la quale è stato sospeso dal servizio per otto mesi un dipendente del Comune di Ancona per reiterati allontanamenti non giustificati dalla sede dell’ufficio a cui era assegnato.

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Le indagini, tuttora in corso, rientranti nel prioritario obiettivo strategico della lotta all’assenteismo nel pubblico impiego, sono state eseguite dai militari del Gruppo Tutela Spesa Pubblica, articolazione del Nucleo di Polizia Tributaria che opera nello specifico settore ispettivo.

L’attività investigativa ha consentito all’Autorità Giudiziaria dorica di contestare i reati di truffa aggravata nei confronti dell’Ente pubblico e di false attestazioni nell’utilizzo del badge da parte del dipendente.

In concomitanza della notifica dell’ordinanza all’interessato, sono state eseguite perquisizioni disposte dalla magistratura nell’abitazione dell’indagato e nell’ufficio in cui lo stesso esercitava da oltre 10 anni l’attività di sub-agente assicurativo con regolare partita IVA ma senza autorizzazione del datore di lavoro; per tale motivo, il dipendente accusato di assenteismo, oltre a dover rispondere alla giustizia penale, dovrà restituire tutti i proventi dell’attività di assicuratore irregolarmente percepiti negli ultimi 10 anni, per aver violato il principio costituzionale di esclusività del rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti, rendendosi anche responsabile, sotto questo profilo, di una specifica ipotesi di danno erariale per il mancato versamento dei proventi percepiti alla propria Amministrazione.

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I provvedimenti emessi costituiscono l’epilogo di una articolata attività di polizia giudiziaria, avviata nel mese di febbraio 2016 ed attuata mediante pedinamenti, appostamenti ed indagini tecniche, che hanno consentito di rilevare una ininterrotta condotta illecita in corso da almeno due anni, e caratterizzata da quotidiani allontanamenti dall’ufficio di circa 2/3 ore al giorno senza smarcare il badge nell’apposito marcatempo, per recarsi nella propria abitazione, nel proprio ufficio privato o presso alcune agenzie assicurative, di cui è risultato attivo collaboratore.

Sulla base delle investigazioni svolte dai finanzieri, sono state accertate irregolarità in 318 giorni su 431 monitorati, periodo nel quale l’indagato si è allontanato dal proprio ufficio di Ancona per circa 800 ore su un totale di 2.850 ore di servizio formalmente dichiarate, con una percentuale oraria di assenza di circa il 28%.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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