Daje Marche! E il commercio si sposta in rete

Tolentino. Se il terremoto porta via gli spazi del commercio, mi reinvento l’agorà in rete. E’ quello che ha fatto un gruppo di volontari della zona rossa di Tolentino, in provincia di Macerata.

La loro “Amazon” si chiama dajemarche.it. Oltre a essere un augurio, è il nome del sito che fa e-commerce. In un fine settimana ha fatturato più di 18.000 euro, con più di 1000 pacchi inviati in ogni parte d’Italia.

I giovani di Tolentino che hanno ideato Daje Marche
I giovani di Tolentino che hanno ideato Daje Marche

Tutto è partito dalla ricerca della soluzione di un problema. Come svuotare i magazzini da pasta, salumi e sughi, se i negozi si trovano nella zona rossa? L’idea di spostare tutto on line porta la firma di 15 persone e risale a inizio novembre…

“Grafici, programmatori, specialisti del web marketing e comunicazione, fotografi, sviluppatori e tecnici, tutti mossi dal senso di appartenenza e dalla caparbia che contraddistingue gli abitanti della nostra terra”, si definiscono sul sito.

Alcuni prodotti dei tanti proposti sul sito Daje Marche
Alcuni prodotti dei tanti proposti sul sito Daje Marche

Il portale propone di tutto, dalle borse all’abbigliamento, agli articoli per la casa e dello sport e tempo libero. On line, c’è anche la storia di negozi e produttori, l’essenziale del progetto.

E’ stato il tam tam sui social a rendere popolare il sito. In certe giornate, le visite superano i 7000 click. Il gruppo operativo oggi conta 37 persone, ma l’attività è piena espansione.

Tra gli obiettivi c’è la volontà di far nascere e allestire altre iniziative per rianimare i luoghi colpiti dal terremoto.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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