Corridonia – La GdF scopre un’attività di prodotti d’abbigliamento contraffatti

Sequestrati 250 capi d’abbigliamento, borse e scarpe taroccate. Denunciato un responsabile

Macerata – I finanzieri della Compagnia di Macerata hanno individuato a Corridonia un locale presso il quale un ex rappresentante di prodotti tessili aveva allestito un vero e proprio atelier della moda.

Sequestrati oltre 250 articoli tra capi di abbigliamento, scarpe e borse. Denunciato un responsabile. I finanzieri della Compagnia Guardia di Finanza di Macerata, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio, finalizzato al contrasto dei traffici illeciti, hanno individuato a Corridonia un locale presso il quale un ex rappresentante di prodotti tessili del luogo aveva allestito un vero e proprio negozio di prodotti alla moda, tutti rigorosamente “griffati”.

Corridonia – L’interno dell’atelier con la merce contraffatta sequestrata dalla Guardia di Finanza

Un piccolo atelier, con tanto di guardaroba, divanetti, appendiabiti e camerini di prova. All’interno i finanzieri hanno catalogato oltre 250 tra capi di abbigliamento, scarpe e borse per un valore sul mercato nero di circa 7 mila euro. Gli stessi articoli sul circuito commerciale convenzionale avrebbero avuto un valore almeno quattro volte superiore.

Tutti prodotti fedelmente replicati: 40 camice, 130 polo, 20 t-shirt, 12 maglioncini, 40 piumini, oltre a giacche, jeans, scarpe e borse delle griffe più gettonate, tra cui anche il marchio registrato “Aeronautica Militare”.

Il responsabile di questa improvvisata boutique è stato denunciato a piede libero alla locale Autorità Giudiziaria. Questa operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza a contrasto della contraffazione dei marchi d’impresa registrati, a tutela del corretto funzionamento dei mercati e tutela dei consumatori, attività ricompresa in un ampio dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti recentemente rafforzato dal Comando Generale del Corpo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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