Corinaldo – L’assessore Aguzzi in città dopo il parziale crollo delle mura

“Siamo in costante collegamento con il Comune attraverso la Protezione civile regionale che si è messa subito in moto fin da ieri sera”

Corinaldo (AN), 19 febbraio 2021 – L’assessore regionale alla Protezione civile e all’edilizia pubblica, Stefano Aguzzi, si è recato questa mattina a Corinaldo per rendersi conto di persona dei danni provocati dal parziale crollo delle storiche mura cittadine, accaduto nel pomeriggio di ieri, per valutare l’entità dei problemi anche dal punto di vista dell’incolumità delle abitazioni e dei cittadini.

Corinaldo – L’assessore regionale alla Protezione civile e all’edilizia pubblica, Stefano Aguzzi, davanti alle storiche mura interessate dal crollo parziale 

«Questo crollo –  ha informato Aguzzi – ha interessato anche un’abitazione soprastante le mura, con una notevole inclinazione e ingenti lesioni dei muri. La soluzione è quindi un inevitabile abbattimento programmato. Ora si sta studiando un intervento urgente per scongiurare ulteriori crolli delle mura ma anche delle abitazioni immediatamente contigue. Le dieci famiglie interessate dai danni e da eventuali rischi sono state evacuate dalle loro abitazioni e attualmente sono ospitate dal Comune».

Ieri sera l’assessore si era sentito con il dirigente della Protezione civile regionale per coordinare gli aiuti, immediatamente partiti dal punto di vista logistico: punti luce per operare anche di sera in sicurezza ed altre attrezzature necessarie, e per fornire assistenza all’amministrazione comunale.

Matteo Principi (a sx), sindaco di Corinaldo a colloquio con l’assessore regionale Stefano Aguzzi

«Ci siamo mossi con rapidità ed efficienza per raggiungere il  prima possibile i luoghi – continua Aguzzi – Questa mattina mi sono incontrato con il sindaco di Corinaldo, Matteo Principi, per condividere e comprendere meglio le necessità contingenti, non solo per quanto riguarda la Protezione civile che insieme ai Vigili del fuoco sta monitorando costantemente la situazione, ma anche sotto il profilo del sostegno economico per affrontare costi imprevisti e un’emergenza che potrebbe anche diventare sociale».

Oggi pomeriggio si è insediata la ditta specializzata nell’abbattimento, e tutto fa presumere che entro stanotte, o al massimo domattina, la zona potrà essere messa in sicurezza. «Certamente – conclude l’assessore regionale – poi si aprirà la fase della ricostruzione di un eccezionale patrimonio storico-culturale di un borgo più bello d’Italia che fa male vedere così ferito. Ma l’importante ora è mettere in sicurezza le persone».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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