Conerobus, atti vandalici sui nuovi autobus: presentata denuncia

Imbrattati gli interni di quattro mezzi extraurbani. Il presidente Papaveri: “Gesti gravi che arrecano un danno sia all’azienda che alla collettività”

Ancona, 5 ottobre 2018 Negli ultimi giorni Conerobus ha rilevato nuovi episodi di imbrattamento dei suoi autobus. Gli atti vandalici sono stati compiuti all’interno di quattro mezzi, impiegati lungo le tratte extraurbane Ancona – Collemarino e Ancona – Chiaravalle, che fanno parte della nuova flotta in servizio da luglio.

Ancona – Alcuni sedili dei nuovi mezzi di Conerobus imbrattati dai vandali

I vandali hanno preso di mira i sedili, ma anche la pavimentazione e le paratie interne, deturpati con scritte e scarabocchi impressi utilizzando vernice spray rossa e nera. La società per la mobilità intercomunale di Ancona ha già sporto denuncia alle forze dell’ordine ed è pronta a consegnare agli inquirenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza di cui i veicoli sono dotati internamente.

Ancona – A sx: il presidente di Conerobus, Muzio Papaveri

«Siamo profondamente amareggiati – afferma il presidente di Conerobus Muzio Papaverida questi riprovevoli casi di imbrattamento, che si erano peraltro già verificati tra fine agosto e inizio settembre. Si tratta di gesti molto gravi, che arrecano un danno sia all’azienda che alla collettività. Abbiamo lavorato tanto per l’acquisto dei nuovi autobus e ce li ritroviamo già rovinati. Ci auguriamo che atti del genere non si ripetano più e invitiamo l’utenza, nel caso in cui assista ad altri episodi di danneggiamento, ad avvisare immediatamente l’azienda e le forze dell’ordine, a cui siamo grati per il continuo supporto».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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