Azione congiunta della Legione Carabinieri Marche

Un giorno di controlli ad Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro Urbino con 293 militari, 93 automezzi, unità cinofile e reparti speciali

Ancona, 30 aprile 2021 – Giovedì 29 aprile, nell’ambito della Legione Carabinieri Marche, è stato predisposto un servizio di controllo coordinato del territorio attraverso l’esecuzione, nell’intera regione, di servizi mirati indirizzati in via prioritaria alla prevenzione e al contrasto dei reati in materia di sostanze stupefacenti.

(foto d’archivio)

I Comandi provinciali di Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro Urbino, impiegando complessivamente 293 militari e 93 automezzi, con l’ausilio di unità cinofile e reparti speciali dell’Arma, hanno prodotto i seguenti risultati:

  • obiettivi controllati, 325;
  • persone identificate, 1.509;
  • persone denunciate e arrestate, 15
  • persone denunciate in stato di libertà, 13;
  • contravvenzioni alle leggi speciali, 11;
  • segnalazioni ai sensi dell’art. 75 della L. 309/1990 (sostane stupefacenti), 16;
  • sequestrati: 353,2 gr. di cocaina, 87,67 gr. di hashish, 36,25 gr. di marijuana;
  • multe per violazioni alle regole anti Covid, 16;
  • violazioni al codice della strada accertate, 80.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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