Autista Conerobus minacciato con uno spillone, l’azienda sporge denuncia

Il presidente Papaveri: “Sono esterrefatto. Grazie a tutti per l’impegno di questi giorni”

Ancona – Questa mattina un autista di Conerobus è stato minacciato da una passeggera che ha tentato di aggredirlo con uno spillone. È successo verso le 12.30. Il conducente stava effettuando il servizio di trasporto all’interno dell’area portuale, quando una straniera sulla sessantina che parlava inglese, a bordo del mezzo già da una ventina di minuti, dopo avergli chiesto in malo modo un passaggio fino alla stazione, ha brandito l’ago cercando di pungerlo.

 

Ancona – Mezzi Conerobus al Passetto

La donna ha prima tentato di colpire l’autista alla mano, poi ha cercato di conficcargli lo spillone nel braccio. Fermato l’autobus, fortunatamente l’autista è riuscito a schivare l’assalto della donna. Subito dopo, grazie anche all’intervento di un utente, appena salito, è stata chiamata la Polizia, mentre la donna è tornata a sedersi al suo posto.

All’arrivo degli agenti, la straniera ha cercato di minimizzare l’accaduto, ma la testimonianza del passeggero ha consentito di confermare la versione dell’autista ancora sotto choc.

Muzio Papaveri, presidente Conerobus

«Sono esterrefatto – afferma il presidente di Conerobus Muzio Papaveriper quanto accaduto al nostro autista. Si tratta di un fatto gravissimo riguardo al quale abbiamo subito presentato denuncia. I conducenti rivestono un ruolo molto delicato e dispiace doverli vedere affrontare anche simili situazioni di pericolo. Ne approfitto per ringraziarli del grande impegno profuso in questi giorni di emergenza neve, che ha visto tutto il personale Conerobus prodigarsi al massimo, sfidando il mal tempo per offrire all’utenza un servizio di trasporto efficiente nonostante le difficoltà legate alle condizioni meteo. Sono orgoglioso dei miei uomini e felice che i cittadini abbiano apprezzato l’operato dell’azienda segnalandomi i nomi di chi si è distinto per la disponibilità e il sostegno all’utenza».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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