Aumenta la popolazione di Ancona, superati i 101mila abitanti

Continuano a diminuire i nati, crescono le famiglie con un unico componente, aumentano convivenze e unioni civili

Ancona, 28 gennaio 2019 – Aumenta la popolazione di Ancona nel 2018 e supera le 101mila unità. Si conferma l’età media delle donne a 49 anni e parallelamente cresce quella degli uomini che passa dai 44 del 2017 ai 45 del 2018. Cala sensibilmente il numero dei nati totali, a fine 2018 erano 646. Calano i matrimoni ma se ci si sposa lo si fa soprattutto con rito civile.  Aumentano convivenze e unioni civili.

Le famiglie sono oltre 47mila contro le 46.719 del 2016, sempre in aumento quelle con un solo componente. Questa è la foto scattata al primo gennaio 2019 dalla Direzione SCALES (ovvero dal lavoro sinergico di Ufficio Anagrafe, Stato Civile, Statistica) del Comune di Ancona. Di seguito nel dettaglio, i dati statistici di Ancona.

Panoramica di Ancona vista dall’alto

QUANTI SIAMO:

Gli anconetani erano, al 31 dicembre 2017, 100.921 ma il numero dei residenti è continuato a crescere anche nello scorso anno, raggiungendo le 101.042 unità nel 2018, dato ancora lontano dal 2013 quando  la popolazione ammontava a 101.542 cittadini.
Sono sempre più numerose le donne rispetto agli uomini, anche se per questi ultimi si ravvisa una decisa crescita passando dai 48.125 nel 2016 ai 48.558 del 2018.

CHE ETÀ’ ABBIAMO:

L’età media nel 2013 per le donne era di 47,6 contro i 43,7 degli uomini. A conferma del trend nazionale, aumenta l’età media anche nel nostro territorio attestandosi nel 2018 a 45 anni per gli uomini e a 49 per le donne. Aumentano gli ultracentenari passati dai 16 del 2016 ai 35 del 2017, ai 39 alla fine dello scorso anno

NATALITÀ:

Continua a diminuire il numero dei nati, in cinque anni Ancona registra 100 nati in meno (erano 747 nel 2013). Nel 2017  erano nati in totale 702 bambini (dei quali 515  italiani e 187 stranieri) mentre nel 2018 sono nati 646 bambini nel territorio comunale dei quali 500 italiani e 146 stranieri.

Continua a diminuire il numero dei deceduti passati dai 1.273 del 2015 ai 1.139 del 2017 e ai 1087 del 2018. Il saldo naturale tra morti e nati è sempre negativo con – 441. Questo conferma il progressivo invecchiamento della popolazione, fenomeno che non tocca soltanto Ancona ma comune alla maggior parte delle realtà italiane.

I MINORI

Ad Ancona alla fine dello scorso anno erano 14.799 contro i  15.903 del 2013. I minori italiani sono 12.247 alla fine del 2018 contro i 12.470 nel 2017 a fronte di 2.552 minori stranieri nel 2018 contro i 2.475 minori stranieri del 2017.

I MATRIMONI:

Diminuiscono leggermente i matrimoni, alla fine del 2018 erano 245 contro i 256 del 2017. Prevalgono i matrimoni civili: nel 2018 sono stati 145 (nel 2017 erano 158); mentre si sono sposate in chiesa 100 coppie (98 nel 2017). Aumentano invece in maniera consistente le unioni civili passate dalle 12 del 2017 alle 56 del 2018, e le convivenze di fatto passate dalle 14 del 2017 alle 27 del 2018.

LE FAMIGLIE:

continua il trend di crescita del numero delle famiglie, fatto manifestatosi già lo scorso anno e principalmente dovuto all’aumento delle famiglie con un unico componente.
Nel dettaglio: il numero delle famiglie si assesta alla fine del 2018 a 47.260 unità (nel 2017  46.999).  Le più numerose sono quelle composte da un singolo individuo  19.383 nel 2018 (18.764 nel 2016), da due componenti 12.702 nel 2018 contro le 12.693  del 2017.

Aumentano le famiglie numerose. Per esempio quelle con 6 componenti raggiungono quota 373, 113 quelle da 7 componenti, 38 da 8 componenti 15 da 9 componenti e 11 in tutto quelle che hanno da 10 componenti in su.

GLI STRANIERI:

Gli stranieri residenti in città secondo i dati, al 31 dicembre 2017, erano 13.426. a fronte dei 14.026 del 2018.

La comunità straniera più rappresentata in città continua ad essere quella rumena che incrementa ancora di più la propria presenza passando dai 2.573 del 2017 alle 2.701 unità del 2018. Stesso trend anche per gli originari del Bangladesh che passano dai 1.621 del 2017 ai 1.780 del 2018, e per gli albanesi dai 1.399 del 2017 ai 1.425 del 2018.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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