Arrestato jesino 33enne: coltivava marijuana in soffitta

Trovato in possesso di 1200 grammi di stupefacente e dieci piante pronte per essere raccolte

Jesi, 8 maggio – Continua incensante l’attività di contrasto allo spaccio di sostanza stupefacente da parte della Polizia di Stato nella provincia di Ancona.

Nella giornata di ieri, personale della Squadra Mobile di Ancona unitamente agli agenti dei commissariati di Senigallia e di Jesi, hanno arrestato un Italiano, R. D. classe ’85, perché trovato in possesso di 1200 grammi di marijuana.

Jesi – Le piante di marijuana trovate nella soffitta di R. D.

I poliziotti, da giorni tenevano sotto controllo uno jesino che frequentava in modo assiduo alcune piazze dello spaccio; ieri in mattinata si sono presentati in forza in un casolare in uso all’uomo, e hanno proceduto ad una accurata e prolungata perquisizione.

Nella soffitta hanno rinvenuto una serra dotata di tutti gli accessori per la coltivazione delle piante di marijuana, di un impianto di illuminazione ad hoc, raggi Uv e impianto di areazione. Gli agenti hanno sequestrato 10 piante pronte per essere raccolte, il cui prodotto sarebbe stato utilizzato per alimentare il mercato illecito dello spaccio di sostanza stupefacente sul territorio.

R. D. è stato tratto in arresto in attesa dell’udienza di convalida.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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