Ancona/Pesaro – Cyberbullismo: La polizia postale incontra gli studenti

Ancona/Pesaro – Nell’ambito delle iniziative promosse per celebrare il Safer Internet Day 2017, questa mattina, martedì 7 febbraio, la Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha organizzato workshop sul tema del cyberbullismo negli Istituti scolastici delle province di Ancona e Pesaro.

La polizia postale al lavoro
La polizia postale e delle comunicazioni al lavoro

Un’edizione speciale di “Una vita da social” che prevede workshop in contemporanea  presso le scuole di 100 capoluoghi di provincia italiani. Gli operatori della Postale incontreranno circa 60mila ragazzi in occasione del Safer Internet Day, con lo slogan  “Sii il cambiamento, uniti per un internet migliore”.

L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri.

Grucci
Al centro: la dottoressa Cinzia Grucci

«Nel corso dell’anno 2016 la polizia postale e delle comunicazioni delle Marche ha condotto circa 40  indagini inerenti reati di abusi sessuali on line e di pedopornografia in rete con due arresti.

Nel territorio marchigiano le persone denunciate dal personale del compartimento per i reati di pornografia minorile, produzione, diffusione e detenzione di materiale pornografico ritraente minori sono state 29. Più di 900 i siti monitorati, 15 perquisizioni effettuate e circa 150 siti web pedopornografici inseriti in black list – dichiara la dr.ssa Cinzia Grucci Dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ancona. Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet, e per aiutare allo stesso tempo i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web».

In questo modo la scuola ha rappresentato un veicolo per sensibilizzare ed informare i più giovani su temi attuali e di grande rilevanza attraverso workshop informativi tenuti dagli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni sul tema del bullismo e del cyberbullismo.

 «Preme ricordare che la Specialità è presente anche sulla Rete – continua la dr.ssa Cinzia Grucci – con consigli utili che possono essere reperiti sul sito poliziadistato.it e su quello del commissariatodips.it, oggi anche attraverso l’App scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o su tablet, sia per il mondo Apple che Android».

CYBERBULLISMO:

  • Stalking casi trattati 4 – minori denunciati 0
  • Diffamazione online casi trattati 80 – minori denunciati 5
  • Ingiurie casi trattati 11 – minori denunciati 1
  • Minacce casi trattati 21 – minori denunciati 1
  • Molestie casi trattati 12 – minori denunciati 2
  • Furto identità su social casi trattati 80 – minori denunciati 3
  • Diffusione mater. pornografico casi trattati 8 minori denunciati 1

TOTALE: casi trattati 237 – minori denunciati 13

 

redazionale

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi