Ancona – Tenta di accoltellare il compagno perché la trascura

È successo ieri sera a Torrette. Dopo una lite furibonda, la donna colpisce l’uomo ripetutamente con un mattarello

Ancona – Serata movimentata quella di ieri per una coppia di conviventi nel quartiere Torrette.

Erano le 21.20 circa quando squillava il 113 della Questura di Ancona.

«Venite subito la mia compagna mi ha accoltellato» sono state le prime parole che un uomo 54enne anconetano ha pronunciato all’agente della Polizia di Stato che gli aveva risposto al telefono.

 

Ancona – Gli arnesi utilizzati da M. C. per aggredire il compagno 54enne

Con la massima urgenza venivano convogliate all’indirizzo fornito dal richiedente le Volanti della Questura ed i soccorsi sanitari. Giunti sul posto, i poliziotti soccorrevano il malcapitato il quale riferiva che dopo aver cenato in tranquillità con la compagna quest’ultima, improvvisamente, staccava la presa della televisione accusandolo di trascurarla e, subito dopo, tentava di accoltellarlo.

Nel corso della successiva e furibonda colluttazione, la donna mordeva una mano del compagno e, non contenta, prelevava un mattarello colpendo l’uomo in testa ed  altre parti del corpo, fuggendo e rifugiandosi poi nell’appartamento di un ignaro condomino.

Trasportato in ospedale, l’uomo è stato soccorso per ferite lacero contuse guaribili in quattro giorni; M. C. ascolana di 50 anni, veniva arrestata per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. La donna infatti, una volta fermata, reagiva aggredendo gli agenti e cercando di colpirli con calci e pugni.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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