Ancona. Teneva droga e soldi in una cassetta di sicurezza

Denunciato un diciottenne

Ancona. Ieri notte una volante della Polizia individua due giovani seduti su una panchina. Alla vista dei militari i due iniziano ad effettuare rapidi movimenti con le mani, come se volessero nascondere qualcosa nella zona dei genitali. Poi si alzano repentinamente e tentano la fuga.

Bloccati dai poliziotti vengono identificati: cittadini italiani, diciottenni, residenti in Ancona.

Durante il controllo sono disinvolti, scherzano fra loro e fischiettano ma, inconsciamente, continuano a toccarsi all’altezza delle parti intime come se volessero aggiustare ciò che hanno nascosto in fretta e furia. Gli agenti procedono ad un controllo più accurato.

Denaro e droga trovati nella cassetta di sicurezza
Denaro e droga trovati nella cassetta di sicurezza

Vengono fuori 4 bustine di plastica trasparente contenente marjiuana. E non solo, dalla tasca del piumino di uno dei 18enni salta fuori una chiave di una cassetta di sicurezza. Ma il giovane si rifiuta di dare spiegazioni. Così gli agenti lo portano a casa e perquisiscono la sua camera da letto. Lì trovano una cassetta di sicurezza che, guarda caso, si apre proprio con la chiave trovata addosso al giovane.

Dentro, il tesoretto del ragazzo: altre dosi di marjiuana già confezionate dentro bustine trasparenti e più di mille euro in banconote di vario taglio. Denunciato, ovviamente, per detenzione e spaccio di stupefacente.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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