Ancona – Silvia Seracini vince il contest di Conerobus

Il suo progetto “eBookINbus” porta i libri sugli autobus

Ancona. Si chiama “eBookINbus” ed è stato presentato da Silvia Seracini il progetto vincitore del concorso di idee “No ticket no right” indetto da Conerobus e rivolto agli abbonati. Il contest multimediale è stato lanciato dall’azienda di trasporto pubblico locale circa un mese fa per sensibilizzare gli utenti al rispetto delle regole.

Premiazione
Silvia Seracini, vincitrice del concorso “No tiicket no right” ideato da Conerobus, ritira il premio dal presidente dell’azienda di trasporti, Muzio Papaveri

L’idea al centro del progetto vincitore è semplice ma allo stesso tempo originale: propone a Conerobus di offrire gratuitamente ai suoi utenti una collana di eBook per accompagnarli nei loro viaggi alla scoperta della città. Fra una pagina e l’altra, il codice per un biglietto omaggio da scaricare con lo smartphone o il tablet.

I progetti finalisti erano stati selezionati dagli utenti che tramite la pagina Facebook “Noticket noright” avevano espresso le loro preferenze con i “like”. A decidere poi chi mettere sul podio tra i progetti più cliccati una giuria composta da Ida Simonella, assessore alle Attività produttive del Comune di Ancona, Edoardo Danieli, giornalista del Corriere Adriatico, Maria Gloria Frattagli, giornalista de Il Resto del Carlino e per Conerobus Alda Bevilacqua e Patrizio Carletti.

Alla fine a spuntarla è stato il progetto “eBookINbus” che come ha spiegato l’ideatrice vedrebbe come partner oltre a Conerobus, la Biblioteca della Legalità, diverse biblioteche comunali, scuole e università, associazioni culturali, volontariato, terzo settore, editori e sponsor vari.

Si punta quindi a incentivare la lettura, soprattutto tra i giovani, che viene veicolata sempre di più tramite dispositivi elettronici. Niente di meglio quindi che promuovere i libri come validi compagni di viaggio sui mezzi pubblici.

Da oggi gli ebook viaggeranno in autobus
Con la sua iniziativa Conerobus promuoverà gli ebook sui propri mezzi 

«Sia che si tratti di libri sia per quanto riguarda i viaggi, mi piace lasciarmi trasportare e da 35 anni con l’abbonamento Atma ho fatto la mia scelta convinta a favore di un’esplorazione condivisa, avventurosa e sostenibile del territorio in cui vivo – ha dichiarato Seracini – la mia proposta eBookINbus per Conerobus si basa su un’idea semplice: cultura, legalità e mobilità sostenibile vanno di pari passo, anzi prendono il bus».

«La nostra iniziativa è nata per ricordare, sensibilizzare tutti gli utenti al rispetto delle regole perchè è giusto pagare un servizio di cui si usufruisce – ha affermato il presidente di Conerobus Muzio Papaveri – alla nostra sollecitazione hanno risposto abbonati con idee che sono andate anche oltre l’iniziale obiettivo, dove alla ricerca della legalità si è affiancata cultura e innovazione. Connubi che aiutano a progettare nuove strade, nuovi modi di viaggiare, muoversi facilmente in città ed immergersi in piacevoli momenti di svago come la lettura. Conerobus ricerca sempre più un dialogo e un coinvolgimento fattivo con i suoi utenti e con il territorio in cui opera».

Seracini ha immaginato di ideare una serie di piccoli libri omaggio contenenti un codice di ricarica del credito telefonico finalizzato all’acquisto dei biglietti o abbonamenti per il trasporto pubblico, tramite il servizio mobile ticketing attivato da Conerobus e attivo per gli utenti delle principali compagnie telefoniche.

Tali libri promuoverebbero anche gli autori locali (più o meno noti, includendo gli esordienti in self‐publishing). Sfruttando la diffusione degli smartphone sarebbe possibile prevedere anche una versione digitale dei suddetti libri, inoltre il codice potrebbe consentire l’accesso alle collezioni digitali messe a disposizione dalle biblioteche comunali e dagli editori partner dell’iniziativa. La vincitrice si è aggiudicata un Capodanno a Monaco per tre persone. Naturalmente a bordo del bus!


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi