Ancona – Shopping natalizio sotto mentite spoglie

Arrestata una donna con documenti falsi

Ancona – Ha provato a truffare un negozio di elettronica, ma ha prodotto documenti falsi, insospettendo il commesso che ha telefonato subito alla Polizia.

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Che gli italiani fossero famosi per essere degli “inventori” e degli esperti nell’”arte di arrangiarsi” è risaputo in tutto il mondo e l’arresto operato ieri pomeriggio dalla Squadra Volante della Questura ne è un esempio lampante.

Infatti una donna 43enne, verso le ore 16.00 di ieri, entrava in un negozio di prodotti elettronici del capoluogo e dopo aver girovagato per gli scaffali e richiesto informazioni accurate in merito ad alcuni prodotti informatici, decideva di acquistare, per i regali di Natale, un Iphone ed un computer entrambi di ultima generazione per un importo pari a 2948 euro.

La cliente zelante e attenta, chiedeva di conoscere le condizioni per finanziare l’acquisto e sottoscriveva l’ordine. Consegnata la carta di identità all’addetto alle vendite, le veniva richiesto di scrivere sull’apposito modulo la data di nascita e il luogo: e qui un momento di empasse, la donna aveva pensato a tutto ma non aveva “studiato bene” la sua nuova identità.

Per due volte scriveva e cancellava la data di nascita, cercando di sbirciare quanto scritto sul suo documento già depositato nell’ufficio vendite. Ma questo suo modo di fare non è sfuggito al dipendente del negozio che si insospettiva e, uscito dalla stanza, chiamava il 113 della Questura.

La cliente sbirciava dalla porta a vetri e notava che l’addetto alle vendita era intento a parlare al telefono: sebbene non riuscisse a sentire la conversazione intuiva che il suo piano era sfumato e che da lì poco sarebbe arrivata la Polizia.

Lasciando il modulo sul bancone fuggiva a gambe levate.

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Una pattuglia della Squadra Volante interveniva prontamente e intercettava la donna che tentava di nascondersi dietro al centro commerciale, confidando nel buio e accovacciandosi tra le auto in sosta.

Scoperta, veniva bloccata ed identificata: all’interno della sua borsetta vi era due carte di identità con foto identiche e che raffiguravano la donna, ma con dati anagrafici completamente diversi; una busta paga e due tessere sanitarie con dati personali discordanti.

Accompagnata presso gli uffici della Questura veniva sottoposta ai rilievi fotodattiloscopici che ne stabilivano le esatte generalità: cittadina italiana, nata e residente in un comune della provincia di Napoli, classe 1973, coniugata ed incensurata.

La 43enne si trincerava dietro un silenzio e non dava spiegazioni sulla provenienza dei documenti falsi. La carta di identità mostrata per truffare il negozio e accaparrarsi il bottino elettronico, invece, riportava i dati anagrafici di un’ipotetica donna, inesistente, nata nel 1981, residente a Rimini, stesse generalità riportate sulla busta paga rilasciata da una fantomatica azienda di servizi di Rimini e sulla tessera sanitaria.

La carta d’identità era ad occhio nudo perfetta in ogni dettaglio, e solo grazie all’esperienza e all’acume investigativo i poliziotti sono riusciti a far emergere che il documento era falso: stessi colori, timbri, consistenza della carta, fatta eccezione per alcuni particolari nella filettatura nella ruvidezza.

Un perfetto artefatto, così come la busta paga e la tessera sanitaria che denota una specializzata manifattura del falso. Dopo le formalità di rito la donna veniva tratta in arresto.

Sono in corso tutti gli accertamenti in merito alla provenienza dei documenti falsi e all’autore degli stessi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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