Ancona. Saluti, baci e abbracci per spacciare eroina

La squadra volante della Questura arresta una jesina per spaccio di droga

Ancona. Nel corso dei servizi di controllo del territorio effettuati nei quartieri del Piano San Lazzaro, Archi e Palombella, gli agenti delle Volanti hanno effettuato un’ennesima  brillante operazione antidroga che ha portato all’arresto di una venticinquenne jesina che, negli ultimi tempi, era particolarmente attiva nelle zone di P.zza U. Bassi, P.le Loreto e P.zza D’Armi.

Erano le 18.oo  di ieri quando i poliziotti entravano in P.zza D’Armi, dalla parte del noto chiosco bar e notavano, poco più avanti,  due giovani donne che, vista la presenza della Polizia, si abbandonavano in un grande abbraccio pieno di pathos,  salutandosi come si fa tra persone che si devono lasciare per qualche tempo.

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Baci e abbracci e… anche una lacrima: «Non preoccuparti, ci vediamo quando ritorno… fammi sapere come stai ogni giorno…mi raccomando chiamami… mi mancherai… coraggio, non piangere!».

Questa la  sceneggiata che le due imbastivano davanti agli occhi dei poliziotti, recitando a braccio senza neppure un canovaccio di scena come due attrici degne del premio Oscar!

Ma l’esperienza ed il “fiuto” delle Pantere inducevano gli agenti a non credere a quanto stava accadendo sotto i loro occhi, tanto da decidere di procedere al controllo, interrompendo quel momento idilliaco e di addio tra le due donne.

Intuito più che esatto ed infallibile!

Ed infatti una delle due, la jesina, nascondeva in una mano quattro dosi di eroina e in una tasca venti euro, frutto della cessione di una dose poi rinvenuta negli indumenti dell’altra giovane.

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Nel corso della perquisizione personale gli agenti rinvenivano altre dosi di eroina e 200 euro, la somma di denaro frutto dello spaccio. Il telefono cellulare della spacciatrice, nel quale erano contenuti i contatti con i numerosi acquirenti della zona, veniva sequestrato.

S.g., già gravata da precedenti di Polizia in materia di droga, veniva trattenuta in arresto per spaccio di sostanza stupefacente.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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