Ancona – Ruba i gioielli alla vicina e li vende al Compro Oro

I Carabinieri di Brecce Bianche denunciano una donna 48enne

Ancona, Una casalinga di 78 anni si è ritrovata senza i suoi preziosi dopo aver ricevuto, per una visita di cortesia, una vicina di casa 48enne. Pensava che il legame fra loro fosse sincero, e non aveva esitato ad aprire all’amica le porte della sua abitazione, ma solo quando l’ospite è andata via la padrona di casa si è accorta che mancavano alcuni gioielli, per un valore complessivo di circa duemila euro.

È successo il 16 novembre scorso, nei pressi del quartiere di Brecce Bianche di Ancona. Passato lo sgomento, la derubata ha deciso di presentare una denuncia di furto alla locale Stazione Carabinieri che ha avviato un attività investigativa.

Ancona – L’oro recuperato dai Carabinieri di Brecce Bianche

Fin da subito il sospetto che l’autrice del furto potesse essere l’ospite è stato forte, gli infissi e la porta d’ingresso della casa non presentavano segni di scasso e mai la vittima aveva trovato disordine tra le sue cose. Chi aveva agito, insomma, lo aveva fatto in maniera indisturbata, sapendo dove andare a mettere le mani. Il ladro, in buona sostanza, non aveva improvvisato ma si era mosso in maniera chirurgica.

Il compito per i carabinieri non è stato facile: un conto è avere un sospetto, un altro riuscire ad ottenere i riscontri che permettano di formulare un’accusa. Gli investigatori hanno imboccato subito la via giusta: in soli due giorni hanno scoperto che la vicina di casa si era presentata in un negozio «compro oro» per vendere alcuni gioielli.

Ancona – Particolare dell’anello rubato e recuperato

La donna, messo a segno il colpo, non è riuscita a coprire le prove del misfatto. Il suo passaggio nel compro oro è testimoniato dal registro delle vendite e dal ritrovamento di quasi tutta la refurtiva. I monili che il commerciante ha ritirato e che i Carabinieri hanno ritrovato, corrispondono alla descrizione dei gioielli rubati alla padrona di casa: alcune collane, bracciali e un anello.

La donna 48 enne è tata deferita in stato di libertà all’autorità giudiziaria, dovrà rispondere del reato di furto in abitazione.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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