Ancona – Rimozione parti degradate nelle gallerie Asse nord sud

I lavori verranno eseguiti di giorno, dalle ore 9:00 alle ore 18:00. Il tratto di Asse interessato verrà chiuso al transito

Ancona, 21 aprile 2020 – Si completa la messa in sicurezza con picchettamento delle quattro gallerie rimaste nell’Asse nord sud, relative all’ambito quattro. Mercoledì 22 aprile inizieranno i lavori di rimozione delle parti degradate di calcestruzzo.

Ancona – Lavori nelle gallerie dell’Asse nord sud (foto di repertorio Adriaeco)

I lavori verranno eseguiti di giorno, dalle ore 9:00 alle ore 18:00, iniziando dalla prima galleria che si incontra entrando in città dalla Baraccola con direzione centro. Verrà chiuso al transito il tratto di Asse interessato con  adeguata segnalazione. Nel gennaio scorso, dopo la caduta di alcuni calcinacci dalla volta del tunnel della galleria di Baldi, c’era stata una prima messa in sicurezza su entrambe le corsie.

La ditta In.via di Caserta, che aveva offerto un ribasso del 25% sull’importo a base di gara, decurtato degli oneri per l’attuazione del Piano sicurezza, si era aggiudicata nei giorni scorsi il bando da 460mila euro per il completamento delle manutenzioni straordinarie che, oltre  alle gallerie, interessano  pure gli svincoli dell’Asse nord sud, i ponti su Via Caduti del Lavoro, Università e cimitero di Tavemelle, il viadotto che immette in Via Bocconi, il by pass della Palombella, il viadotto della Ricostruzione, il viadotto di Via XXV Aprile fino al Pincio.

Questa opera di manutenzione straordinaria – spiega l’assessore alle Manutenzioni Stefano Foresi sarà possibile grazie al lavoro certosino di mappatura che i nostri tecnici comunali hanno effettuato e che riguarda anche altri punti della città: dal cavalcavia di Piazza Italia, alle gallerie Risorgimento e San Martino, i ponti del Poggio, Pietralacroce, Via Brecce Bianche, il Betelico a Massignano-Camerano, le Vie Girombelli, Saline, Birarelli (zona anfiteatro) Scandali, Canale, Fioretti e  Conocchio in Via Mattei”.

Successivamente sarà la volta dei viadotti delle Vie Paolucci, XXIX Settembre-Vanvitelli e Giovanni XXIII, del sovrappasso pedonale del Pinocchio e i sottopassi di Via S. Margherita-Selandari, insieme a quelli che conducono alle spiagge di Collemarino e Palombina.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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