Ancona – Qualche difficoltà per normalizzare il servizio bar all’Inrca

L’assegnazione della nuova concessione prevista per fine anno

Ancona – Dopo la risoluzione contrattuale con il precedente gestore del servizio bar e distributori automatici, per cause non dipendenti dalla volontà dell’Istituto, sono stati nell’immediato approntati degli accorgimenti finalizzati a limitare i disagi per gli utenti, in particolare interni, come una maggiore distribuzione di acqua  e colazioni ad alcune categorie di pazienti.

La sede dell’Inrca di Ancona

Nel frattempo, nelle more dell’espletamento della nuova gara per la concessione del bar e distributori automatici, la cui assegnazione è prevista per fine anno, si è provveduto per l’affidamento, sempre provvisorio, ad un’altra azienda per la gestione dei distributori stessi, affidamento che avverrà progressivamente entro questa settimana, insieme alla dismissione delle attuali macchinette.

Sempre sino a fine anno, è stato individuato un modo per ripristinare una funzione minima di “bar”. La soluzione è stata trovata grazie alla disponibilità dell’azienda gestore del servizio mensa, che dal primo agosto attiverà un punto ristoro entro il presidio della Montagnola, accessibile sia agli utenti interni che esterni.

Gianni Genga, direttore generale Inrca

«Di concerto con gli uffici, sono state individuate delle soluzioni, seppur provvisorie, ma che confidiamo attenueranno in maniera significativa i disagi dovuti alla sopraggiunta e non voluta chiusura del bar – spiega il Direttore Generale Gianni Genga – e ciò in attesa dell’espletamento e conclusione della nuova gara.

In pochi giorni confidiamo di completare il piano di azioni provvisorio e riattivare, oltre a tutte le macchine dispensatrici automatiche, una funzione di “bar” e punto ristoro con modalità straordinaria, molto importante per l’utenza».

Per una mera coincidenza di tempi, contestualmente al ripristino del servizio bar, verranno completati i lavori di adeguamento antisismico che interessano anche la porzione del fabbricato del corpo C  dove era collocato il bar, e dove verrà ripristinato entro la fine dell’anno.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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