Ancona – Preso il ladro di cellulari del Piano San Lazzaro e delle Grazie

Con lui denunciato anche un negoziante che gli aveva acquistato uno smartphone

Ancona, 2 agosto 2018 – È stato identificato e denunciato dalla Polizia un 21enne anconetano che negli ultimi giorni aveva messo a segno alcuni furti con destrezza di costosi telefoni cellulari e smartphone nei quartieri Grazie e Piano San Lazzaro.

La tecnica usata dal giovane 21enne era semplice ed efficace: si avvicinava alle vittime, spesso coetanee, che avevano in mano il telefono. Con la scusa di non avere più credito sul suo, chiedeva loro di poter fare una telefonata. Una volta avuto il consenso, con il cellulare della vittima in mano, fingeva di avviare una chiamata per poi svignarsela velocissimo come un fulmine.

L’ultimo episodio è avvenuto ieri mattina in Via delle Grazie, nei pressi del parco, la vittima, anche in questo caso, un ignaro giovane anconetano che stava telefonando con il suo costoso Huawei nuovo di zecca.

Grazie alle descrizioni delle vittime che hanno presentato le denunce in Questura, è stato possibile costruire un identikit del soggetto. Ieri pomeriggio, intorno alle 17.00, gli Agenti delle Volanti hanno notato in Corso Carlo Alberto un giovane corrispondente alle descrizioni fornite che, alla vista della Polizia, ha tentato di eludere il controllo svoltando in un’altra strada.

Ma era troppo somigliante all’identikit del ladro. Così il giovane è stato identificato ed accompagnato in Questura, dove ha confessato il furto dello Huawei. Non ci è voluto molto ai poliziotti per recuperare lo smartphone rubato, ritrovato in un negozio di telefonia del Piano San Lazzaro: il titolare lo aveva acquistato dal ladro per 40 euro.

E così ladro e negoziante sono finiti in Questura. Il primo è stato denunciato per i quattro furti di telefoni messi in atto e per ricettazione; il secondo è stato denunciato per acquisto di cose di dubbia provenienza.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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