Ancona – Non si ferma il controllo del territorio da parte della Polizia

Nigeriano posteggiatore abusivo, romeno inosservante del foglio di via, ragazzi anconetani sorpresi con cocaina e ladre in un supermercato alla Montagnola, gli ultimi interventi in città della Polizia di Stato

Ancona, 14 marzo 2019 – Prosegue l’attività straordinaria di controllo del territorio della Polizia di Stato, fortemente voluta dal Questore Oreste Capocasa. Impiegate anche le pattuglie della Squadra Volante, delle Unità Cinofile, della Squadra Nautica e del Reparto Prevenzione Crimine “Umbria – Marche”.

E i risultati non sono mancati: 421 persone controllate, 215 cittadini extracomunitari identificati, 608 veicoli ed una dozzina di locali pubblici controllati. Nel corso della suddetta attività sono state elevate anche nove sanzioni al C.d.S. per mancate coperture assicurative, revisioni ed utilizzo del telefono cellulare durante la guida.

Tra i soggetti sanzionati anche un nigeriano di 41 anni, sorpreso verso le 9.00 di ieri a fare il parcheggiatore abusivo a ridosso del mercato di Piazza d’Armi. All’extracomunitario è stata applicata la sanzione di cui all’art. 7 c.15 del C.d.S., con sequestro amministrativo di una ventina di euro frutto dell’illecita attività.

Un romeno di 39 anni, controllato ieri pomeriggio in Via Dalmazia, è stato invece accompagnato in Questura e denunciato in stato di libertà in quanto inottemperante al foglio di via obbligatorio, emesso dal Questore di Ancona, con cui era stato allontanato dal capoluogo per un periodo di 3 anni.

Stessa sorte è toccata a due donne di 23 e 47 anni con qualche precedente di polizia, residenti nell’anconetano, che ieri mattina sono state segnalate dal personale di vigilanza di un supermercato della Montagnola mentre si aggiravano con fare sospetto tra gli scaffali dei generi alimentari. Le donne, dopo aver oltrepassato le casse pagando solo due confezioni di caffè, venivano trovate in possesso di vari articoli perlopiù alimentari tra scatolette di tonno e parmigiano che avevano ben nascosto tra i loro indumenti, per un valore di circa 200 euro.

Nell’occasione, gli agenti intervenuti hanno restituito la merce asportata al gestore dell’esercizio commerciale, e accompagnato in Questura le due donne per gli atti e la contestazione del reato di furto.

Questa notte, nel corso di un posto di controllo effettuato in Via I Maggio, i poliziotti delle Volanti hanno controllato due giovani anconetani che viaggiavano a bordo di un’utilitaria. Sotto al tappetino lato guida, gli agenti hanno rinvenuto un involucro di plastica con all’interno mezzo grammo di cocaina che è stata sequestrata. Al conducente, un anconetano di 24 anni, è stata contestata la violazione amministrativa dell’art. 75 DPR 309-90 (detenzione per uso personale), che comporterà la segnalazione alla competente Prefettura.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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