Ancona non sa quanti siano i percettori del reddito di cittadinanza

A scoprirlo è stata la consigliera del M5s Lorella Schiavoni: “Il Comune non lo ha mai chiesto all’Inps”

Ancona, 1 febbraio 2021 – Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, non ha la minima idea di quanti siano nel suo Comune i percettori del reddito di cittadinanza. Non lo sa perché non lo ha mai chiesto all’Inps.

A scoprire la mancanza è stata Lorella Schiavoni, consigliera comunale del Movimento 5 stelle. La Shiavoni, lo scorso 27 gennaio, aveva richiesto direttamente all’Inps quanti fossero nel Comune di Ancona  i percettori del reddito di cittadinanza. Lo aveva fatto direttamente poiché, in risposta a precisa interrogazione, l’Amministrazione comunale aveva ammesso di non saperlo “perché l’Inps non glielo aveva mai comunicato”.

Alla diretta richiesta della Schiavoni, l’Inps le ha risposto in modo tempestivo riferendo di non poter evadere la richiesta, dandole per giunta una versione a dir poco sconcertante: “L’unico soggetto legittimato a fare una simile richiesta è il Comune” che, evidentemente, non lo aveva ancora fatto.

Sapere quanti sono i percettori del reddito di cittadinanza è una condizione necessaria per poter avviare i Puc (acronimo di Progetti Utili alla Collettività), per i quali possono essere impegnati alcuni dei percettori del reddito di cittadinanza.

«I Puc sono già stati avviati, sia pure faticosamente perché la procedura è un po’ complessa, in molti Comuni della regione e  in tutti quelli amministrati dal M5s – spiega Lorella Schiavoni – ad Ancona, invece, siamo ancora fermi e saldamente al palo».

Di seguito il testo della richiesta inviata all’Inps dalla Schiavoni:

Mittente: lorella.schiavoni@comune.ancona.it

Destinatari: Direzione.ancona@inps.it;

Protocollo: —–

Data comunicazione: 27/01/2021 12.30.24

La sottoscritta Lorella Schiavoni (codice fiscale SCHLLL59P43A271B), in qualità di consigliere comunale di Ancona, chiede a codesto Istituto il numero aggiornato dei percettori di reddito di cittadinanza nel Comune di Ancona, al fine di  poter verificare con l’Amministrazione quanti di questi hanno o dovranno stipulare il Patto di Inclusione Sociale e quanti hanno o dovranno stipulare il Patto per il Lavoro.
Ringrazio anticipatamente ed invio distinti saluti.
Lorella Schiavoni
Consigliere Comunale M5S

La risposta dell’Inps:

Da: “Direzione.marche”
A: “staff sindaco”
Cc: “lorella schiavoni”
Inviato: Venerdì, 29 gennaio 2021 17:54:27
Oggetto: richiesta aggiornamento percettori RdC

Gentile Sig. Sindaco,
inoltro la richiesta inviata all’INPS dal Consigliere Lorella Schiavoni in quota Movimento 5 Stelle, relativa ai percettori del Reddito di Cittadinanza.
Faccio presente che non è possibile comunicare tali dati se non direttamente all’amministrazione comunale.
Siamo in ogni caso disposti a collaborare con codesto Ente, e rimaniamo in attesa di analoga richiesta, opportunamente motivata, da parte dell’ufficio competente.
Cordiali saluti.
Fabio Vitale
Direttore regionale

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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