Ancona.- Le operazioni di Ferragosto della PolFer

Ancona, 20 agosto 2018 – L’attività preventiva-repressiva posta in essere dal Compartimento di Polizia Ferroviaria per le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo, opportunamente intensificata in occasione della settimana di ferragosto e svolta con l’impiego di personale del Reparto Operativo di Ancona Centrale e dei Posti PolFer di Falconara e Fabrianoha portato, nella provincia di Ancona, a concreti risultati.

Sono stati impiegati 150 operatori, effettuati più di 50 servizi di vigilanza presso le stazioni FS e identificate oltre 350 persone.

Quattro sono state le persone denunciate: tra esse un cittadino straniero, con numerosi precedenti di Polizia, è stato individuato dagli Agenti del Posto PolFer di Fabriano quale responsabile del tentato furto di una valigia a bordo treno ai danni di una viaggiatrice, immediatamente sventato proprio dai poliziotti.

Altri due individui, giovanissimi e italiani, sono stati identificati e denunciati dalla Squadra di Polizia Giudiziaria Compartimentale dopo che la sera di venerdì 13 luglio u.s., a bordo di un treno partito da Ancona e diretto in alcune note località della riviera romagnola, si erano resi responsabili di una violenta aggressione ai danni di un capotreno di FS che li aveva sorpresi a viaggiare senza biglietto.

Un altro soggetto, pluripregiudicato, è stato identificato e denunciato per il furto di bagagli avvenuto la notte del 14 agosto presso la stazione ferroviaria di Ancona Centrale: decisivo, in questo episodio, è stato il supporto fornito dal sistema di videosorveglianza interno alla stazione, attivo 24 ore al giorno e costantemente monitorato dalla centrale operativa del Compartimento PolFer.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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