Ancona – Indagato poliziotto per corruzione e furto di dati

L'agente è un dirigente dell’Anticrimine al Commissariato di Senigallia

Ancona, 9 gennaio 2019 – Nelle ultime ore, i Poliziotti della Squadra Mobile di Ancona hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro di denaro emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ancona, dott.ssa Paola Moscaroli, a carico di un appartenente alle forze dell’ordine.

L’agente, un dirigente dell’Anticrimine presso il commissariato di Senigallia, è stato indagato dai suoi stessi colleghi per i reati di corruzione, rivelazione di segreti di ufficio e accesso abusivo ai sistemi informatici in uso alle forze di Polizia.

L’indagine, iniziata nei primi mesi del 2018, condotta dalla Squadra Mobile di Ancona e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, aveva permesso agli investigatori di accertare che il dipendente, approfittando delle sua posizione di pubblico ufficiale, vendeva informazioni riservate attinte dalle banche dati interforze ad una agenzia investigativa dell’Emilia Romagna che le utilizzava per le assunzioni di personale in prestigiose aziende.

La lunga e articolata attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato, e l’alto tenore di vita del dipendente, confermavano i gravi fatti permettendo alla Procura della Repubblica di ottenere dal gip di Ancona l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare dell’Interdizione dai Pubblici Uffici a carico del poliziotto, e di richiederne il rinvio a giudizio.

Ieri mattina, su ordine del Giudice per le Indagini preliminari di Ancona, i poliziotti della Squadra Mobile si sono recati presso l’abitazione del dipendente e, contemporaneamente, presso l’agenzia investigativa emiliana per eseguire un doppio sequestro di 4.000 euro, somma ritenuta oggetto del reato di corruzione, accesso abusivo ai sistemi informatici interforze e rivelazione dei segreti di ufficio.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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